Utilizzando il PAP test, indagine che consiste nell’analisi al microscopio di cellule prelevate dal collo dell’utero e dal canale cervicale, è possibile diagnosticare i tumori dell’ovaio in fase precoce. Perché finora si è fatto poco? Semplicemente perché queste informazioni aggiuntive sono possibili solo oggi grazie all’impiego di nuove tecnologie di sequenziamento del Dna.

 

Screening salvavita

Da qualche anno si è ipotizzato che lo screening del cancro della cervice uterina potrebbe essere utilizzato anche per identificare precocemente i tumori ovarici, che possono insorgere nella donna, specialmente dopo la menopausa, e che sono sfuggiti finora agli sforzi per arrivare alla diagnosi precoce. A suggerire l’impiego nel pap test è ora uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli scienziati dell’Università di Innsbruck. Attualmente, il 75 per cento di queste neoplasie ginecologiche viene diagnosticato in fase avanzata.

 

Sequenziamento Dna

Ultimamente è stata dimostrata la presenza di Dna tumorale da carcinoma ovarico raccolto in occasione del pap test. I campioni prelevati nelle pazienti hanno dato indicazioni fino a 6 anni prima della diagnosi tradizionale di tumore dell’ovaio, quindi restituiscono informazioni preziose tempestive, e consentono al ginecologo di avviare una procedura chirurgica quando ci sono ancora ottimi margini di successo.