Sanremo (Imperia), 10 febbraio 2018 - Sanremo 2018 continua a macinare ascolti da record. La quarta serata, dedicata ai duetti e con protagonista Ultimo vincitore dei giovani, è stata seguita in media da 10 milioni 108 mila telespettatori con il 51.1% di share. Un risultato che supera quello già ottimo dello scorso anno, quando l'analoga serata del festival aveva ottenuto in media 9 milioni 886 mila telespettatori pari al 47.05% di share (l'incremento è dunque stato di 222mila spettatori e di 3,6 punti percentuali rispetto a un anno da). E che si guadagna il primato dal 1999: bisogna infatti risalire al festival condotto da Fabio Fazio con Renato Dulbecco e Laetitia Casta per trovare un risultato più alto. All'epoca lo share fu del 54,06%.

Sanremo 2018, scaletta della finale. Programma e ospiti quinta serata 

PICCHI - Gli ascolti sono così distribuiti: la prima parte della quarta serata del festival - andata in onda dalle 21.36 alle 23.51 - è stata seguita da 12 milioni 246 mila telespettatori, pari al 49.1% di share e con un incremento di 539mila spettatori e di 3,5 punti percentuali rispetto a un anno fa; la seconda - in onda dalle 23,56 fino all'1 e 56 - da 6 milioni 849 mila con il 57.3%, dunque un incremento di 636mila spettatori e di ben 4,1 punti percentuali. Il picco è stato registrato alle 22,35 con 13,7 milioni durante Baglioni-Nannini "Amore bello". Per quanto riguarda lo share, il punto più alto si è avuto alle 00 37 per il premio alla carriera di Milva, con un mirabolante 61,06%. 

La parte di Sanremo Start, quella dedicata alle Nuove Proposte, è stata seguita da 10 milioni 321mila spettatori con share del 37,1%, in linea con la serata precedente e quindi anche ieri un grande risultato e grande visibilità in avvio di serata per i giovani, confermando così la giustezza della scelta di Rai1 di anticipare la loro esibizione, così da dare modo di conoscere meglio queste nuove leve della canzone. Il segmento Prima Festival, quello in onda appena concluso il Tg1 delle 20, è stato visto da 7 milioni 21mila spettatori con share del 27,5%, anche in questo caso in linea con la serata precedente; il Dopofestival, che ieri aveva ospite Claudio Baglioni, è stato seguito da 2 milioni 14mila spettatori con share del 37,7%, in crescita rispetto alla serata di mercoledì. Ora gli occhi sono puntati sulla quinta serata, ovvero il gran finale. E tra gli ospiti (Laura Pausini, Fiorella Mannoia, il trio Nek-Renga-Pezzali) e il verdetto del vincitore c'è da scommettere che sarà di nuovo record. 

Michelle Hunziker (LaPresse)

Meta & Moro scatenati contro tutti. Ma Lo Stato Sociale è pronto alla lotta - di MARCO MANGIAROTTI

Duopolio. MetaMoro erano in testa in quasi tutte le classifiche prima e lo sono in tutte le classifiche adesso. Comprese le quote Snai. Preso atto che sono i più attrezzati per vincere con una canzone bruttina che funziona (me ne sono accorto subito perfino io), cercherò di essere educato sul duetto con Cristicchi. Simone ha recitato il prequel del testo, aggiungendo altro imbarazzo. Le canzoni si spiegano da sole, devono spiegarsi da sole se parlano di terrorismo: bastavano quei morti poetici per vincere Sanremo. Veniva anche data in forte rincorsa Annalisa. Secondi stabili nelle proiezioni Lo Stato Sociale, poi Gazzè.

Spopola #FavinoNudo. Cosa si dice sui social (quarta serata)

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C’era però un ma. Le cover e i duetti del venerdì hanno spesso spostato i pronostici ribaltando con l’esibizione del sabato la classifica finale. E allora il vincitore della serata è Ron con Alice nella canzone di Dalla. Intima e meravigliiosa. Meglio anche Giovanni Caccamo con Arisa. Nel gioco post talent delle fanbase schierate al voto, la coppia powerpop Annalisa (Amici) e Michele Bravi (X Factor) potrebbe spostare, come l’arcobaleno Stato Sociale, Paolo Rossi e Piccolo Coro dell’Antoniano (geniale). Un doppio scenario, in parte nuovo, quello governato dagli algoritmi delle rotazioni radio, delle playlist in streaming, l’oceano del futuro, e l’arte popolare che va in scena. Uomini e donne, sangue e carne. La tv che sta in mezzo e ha ancora il potere di raffreddare le emozioni calde e scaldare i freddi numeri della musica liquida. Quindi tifo per la parte meno legata al momento, da Ron a Ornella Vanoni, Max Gazzè (con i jazzisti Rita Marcotulli e Roberto Gatto per un canone inverso: dall’intera orchestra al trio e viceversa). Avevo anche la curiosità di rileggere “Lettera dal Duca” dei Decibel con Midge Ure degli Ultravox, per vedere se assomiglia di più a David Bowie. Ebbene sì. Classifica giuria di qualità (vale il 20 per cento): zona blu (la più alta) Gazzè, Barbarossa, Caccamo, Meta e Moro, Ron, Vanoni, Diodato e Paci; zona gialla: Avitabile, Kolors, Vibrazioni, Annalisa, Canzian, Stato Sociale; zona rossa: Decibel, Facchinetti-Fogli, Noemi, Rubino, Biondi, Elio, Zilli.

Importante. Ultimo ha vinto fra i giovani davanti a Mirkoeilcane e Mudimbi. Condivisibile. Il Premio Mia Martini della Sala Stampa è andato giustamente a Mirkoeilcane, il Lucio Dalla di Radio e Tv ad Alice Caioli. Fate voi. Per me da fondo classifica, senza offesa. Continuo invece a pensare che Mirko sia con Giulia Casieri la proposta più interessante, quella di Lorenzo Baglioni la provocazione più utile e intelligente. Ultimo la pancia condivisibile delle periferie.

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