Astrazeneca (Ansa)
Astrazeneca (Ansa)

Roma, 16 marzo 2021 - Da ieri numerosi paesi europei, tra cui anche l'Italia, hanno deciso di sospendere, "in via precauzionale", le somministrazioni del vaccino Astrazeneca. Una decisione, almeno per riguarda l'Italia, "emersa a seguito di una valutazione del Paul-Ehrlich-Institut" tedesco, "che è in qualche modo l'agenzia che fa la sorveglianza sui vaccini nella Germania", ha spiegato oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza. Ma cosa comporta il nuovo stop del siero nella nostra campagna vaccinale? A spiegarlo sono fonti di Palazzo Chigi: "l'impatto" della sospensione "sulla campagna può valutarsi su 200 mila vaccinazioni in meno". In particolare, negli ultimi giorni prima dello stop, si è passati dalle 65.033 dosi somministrate venerdì 12 marzo, alle 62.047 di sabato 13, per poi calare nettamente domenica (36mila dosi), dopo il primo blocco cautelativo di un lotto, e alle 34mila della giornata di ieri, quando poi sono state interrotte del tutto le inoculazioni.

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Nel nostro paese fino a ieri sono state somministrate 2.196.000 di dosi di AstraZeneca (qui la dashboard in tempo reale) e lo stop alla ripresa potrebbe però non essere così lungo. Oggi, dopo la conferenza stampa dell'Ema, i due leader Mario Draghi e Emmanuel Macron hanno assicurato che, in caso di conclusione positiva dell'analisi dell'Ema, una decisione attesa per giovedì, entrambi "sono pronti a far ripartire speditamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca". Come spiega il comunicato da Palazzo Chigi, quindi, "in caso di ripresa delle somministrazioni di AstraZeneca a partire dal 18 marzo, il rallentamento potrà essere riassorbito nell'arco di un paio di settimane, anche grazie all'incremento della quantità del vaccino Pfizer stimato in 707.850 dosi".

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Questi numeri sono "approfondimenti da parte della struttura del Commissario straordinario per l'emergenza Covid Figliuolo", si sottolinea ancora nel comunicato" La durata della sospensione, invece, "è stimabile in quattro giorni complessivi, fino al pronunciamento dell'Ema e quindi dell'Aifa". Si attende quindi solo giovedì, anche se, per ora, "le dichiarazioni preleminari dell'Ema sono incoraggianti", hanno sottolineato Draghi e Macron.

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