Roma, 16 marzo 2021 - Anche Svezia ha deciso di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca. L'Agenzia della sanità svedese ha spiegato che si tratta di una "misura precauzionale". Stessa decisione pure dalla Lettonia e dal Portogallo. Ieri era arrivato lo stop da mezza Europa. L'inizativa di sospendere il vaccino - ha detto oggi il ministro della Salute Roberto Speranza - "è emersa a seguito di una valutazione del Paul-Ehrlich-Institut" tedesco "che è in qualche modo l'agenzia che fa la sorveglianza sui vaccini nella Germania. E rispetto a questa posizione emersa da questa istituzione importante c'è stato un confronto prima a livello tecnico fra i direttori delle agenzie nazionali e poi un confronto di natura politica tra i ministri della Salute che ha portato a una misura di natura esclusivamente precauzionale".

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Oggi il responsabile francese per la campagna vaccinale, Alain Fischer, ha detto che "i segnali d'allerta" su AstraZeneca "sono significativi, più per il tipo di manifestazioni cliniche e biologiche che per il numero, che resta debole rispetto al numero di persone vaccinate". Secondo Fischer, "è stata osservata in alcune persone l'insorgenza di trombosi con anomalie della coagulazione, che non siamo abituati a vedere nelle embolie polmonari 'classiche'".

Comunque in Italia gli esperti rassicurano e ribadiscono che il vaccino è sicuro. E pure il direttore del dipartimento sicurezza dei vaccini presso l'Agenzia regolatoria per il farmaco britannica, Phil Bryan, ribadisce che il vaccino non è responsabile di trombosi, precisando che l'organizzazione "sta studiando attentamente" i casi denunciati in diversi Paesi europei. I dati disponibili "non indicano che il vaccino sia la causa" dei problemi riscontrati. "Le trombosi possono accadere in modo naturale e non sono rare". Nel Regno Unito è AstraZeneca la metà dei 26 milioni di vaccini finora somministrati.

In attesa del parere dell'Ema su AstraZeneca, la campagna vaccinale italiana, contro ogni auspicio, rallenta, dopo il traguardo raggiunto ieri di due milioni di persone che hanno già ricevuto la seconda dose. Centinaia di prenotazioni sono saltate.

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Si accelera su Pfizer

Intanto la Commissione europea e BioNTech-Pfizer hanno raggiunto un accordo sulla consegna accelerata di 10 milioni di dosi per il secondo trimestre. "So quanto sia cruciale il secondo trimestre per l'attuazione delle nostre strategie di vaccinazione negli Stati membri", ha spiegato la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen. "Questi 10 milioni di dosi accelerate porteranno le dosi totali di BioNTech-Pfizer nel secondo trimestre a oltre 200 milioni. Questa è un'ottima notizia. Offre agli Stati membri spazio di manovra e possibilmente di colmare le lacune nelle consegne". Le dosi arrivano dall'opzione di 100 milioni di dosi nel secondo contratto BioNTech-Pfizer, previsto per il terzo trimestre e il quarto trimestre del 2021.

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Magrini (Aifa)

"Il vaccino AstraZeneca è sicuro, mi sento di affermarlo anche dopo aver rivisto tutti i dati. Il rapporto benefici-rischi è ampiamente positivo". Lo dice, in un'intervista a Repubblica Nicola Magrini, direttore generale dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco). "Chi ha già avuto la prima dose può stare tranquillo", ha detto Magrini, "non deve fare niente se non segnalare eventuali sintomi al proprio medico. Le reazioni avverse, quando ci sono, si manifestano nelle ore immediatamente successive alla puntura. Dobbiamo avere fiducia nella ricerca e nel Piano vaccinale. Entro l'estate dovrebbero arrivare oltre 20 milioni di dosi al mese, e il prodotto russo Sputnik potrebbe essere valutato dall'Ema a maggio".

Galli (Sacco)

Le persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti-Covid di AstraZeneca, dopo il blocco disposto ieri in via prudenziale dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa, potranno fare il richiamo con un vaccino diverso? Questo approccio è "assolutamente sconsigliato, perché sarebbe un pasticcio" basato su "nessuna informazione, nessun riscontro". Ne è convinto Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano, intervenuto ad 'Agorà' su Rai3. "Mi sento però di dire due cose", tiene a evidenziare l'esperto. La prima: "Quelli che hanno fatto la prima dose di AstraZeneca stiano tranquilli", rassicura anche Galli, perché "non hanno reali rischi di avere particolari patologie o particolari problemi". La seconda: "AstraZeneca, un vaccino che effettivamente per molti aspetti ha avuto una storia travagliata, nasce per la singola somministrazione - ricorda l'infettivologo - e i dati da singola somministrazione, secondo un lavoro recente pubblicato su 'The Lancet' che valuta il risultato anche a 90 giorni" ottenuto in "quelli che hanno fatto una somministrazione, sono decisamente buoni. Per cui - ritiene Galli - verosimilmente molte di queste persone saranno protette con una dose sola".