Covid, gli approvvigionamenti previsti
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Chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca può fare altri vaccini come seconda dose? L‘Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha comunicato che renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, "incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose". "Per ora sconsigliamo l’utilizzo di due vaccini diversi perché ci sono ancora pochi studi a riguardo", lo ha detto Katherine O’Brien, direttrice del dipartimento per i Vaccini dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Dall’Oms, però, l’indicazione è "evitare il ‘mix and match’" e utilizzare lo stesso vaccino per la prima e la seconda inoculazione, almeno fino a quando non verranno raccolti ulteriori dati. "I soggetti che hanno ricevuto già una prima dose di vaccino AstraZeneca sono in teoria confrontabili dal punto di vista immunologico con soggetti guariti da Covid-19, per i quali l’indicazione è di effettuare una sola somministrazione di vaccino dai 3 ai 6 mesi...

Chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca può fare altri vaccini come seconda dose?

L‘Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha comunicato che renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, "incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose". "Per ora sconsigliamo l’utilizzo di due vaccini diversi perché ci sono ancora pochi studi a riguardo", lo ha detto Katherine O’Brien, direttrice del dipartimento per i Vaccini dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Dall’Oms, però, l’indicazione è "evitare il ‘mix and match’" e utilizzare lo stesso vaccino per la prima e la seconda inoculazione, almeno fino a quando non verranno raccolti ulteriori dati. "I soggetti che hanno ricevuto già una prima dose di vaccino AstraZeneca sono in teoria confrontabili dal punto di vista immunologico con soggetti guariti da Covid-19, per i quali l’indicazione è di effettuare una sola somministrazione di vaccino dai 3 ai 6 mesi dalla guarigione", afferma il genetista Giuseppe Novelli, precisando tuttavia che ai fini di un eventuale posticipo della seconda dose di AstraZeneca – prevista dopo 12 settimane – "sono necessari ulteriori verifiche di laboratorio".

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Quali effetti collaterali si possono verificare dopo il vaccino?

La maggior parte degli eventi riguarda febbre, brividi, asteniastanchezza e dolore in sede di iniezione. Il 90% di queste segnalazioni sono classificate come non gravi. Seguono dolori muscolari e articolari diffusi, mal di testa, nausea e vomito. Per le seconde dosi del vaccino AstraZeneca (previste dopo 12 settimane dalle prime) non è possibile fare valutazioni in quanto non sono ancora state somministrate. L’Ema ha aggiunto anche una forte reazione allergica. Fa sapere AstraZeneca che su 17 milioni di vaccinati "ci sono stati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 eventi di embolia polmonare segnalati tra coloro a cui è stato somministrato il vaccino, in base al numero di casi che la Società ha ricevuto all’8 marzo".

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Quali sintomi potrebbero predire una trombosi?

Episodi di "coaguli di sangue, alcuni con caratteristiche insolite come un basso numero di piastrine, si sono verificati in un numero molto limitato di persone che hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca", a fare il punto è l’Agenzia europea del farmaco Ema. "Molte migliaia di persone – puntualizza l’ente europeo – sviluppano coaguli di sangue ogni anno nell’Ue per diversi motivi. Il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale".

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I vaccini Pfizer e Moderna possono provocare effetti collaterali? Quali?

Per quanto riguarda Pfizer, la maggior parte degli effetti indesiderati è riferita a febbre (soprattutto dopo la seconda dose), dolore in sede di iniezione, asteniastanchezza e brividi, classificati come non gravi nel 95% dei casi. Seguono in ordine di frequenza, cefalea e parestesia, dolori muscolari e articolari diffusi, nausea e diarrea. Complessivamente sono presenti 1.700 segnalazioni gravi relative al vaccino Pfizer: febbre alta, cefalea intensa, dolori muscolariarticolari diffusi e astenia, reazioni di tipo allergico, linfoadenopatia, parestesia, tachicardia, crisi ipertensiva e paralisi facciale. Il vaccino Moderna ha come effetti collaterali eventuali febbre, asteniastanchezza e dolore in sede di iniezione, per il 94% dei casi non gravi. Seguono dolori muscolari e articolari diffusi, mal di testa, nausea e vomito. In 32 schede di segnalazione relative al vaccino Moderna sono riportati eventi avversi considerati gravi: febbre alta, mialgie e artralgie diffuse.

Come influisce lo stop sulla campagna vaccinale italiana ed europea?

Dei circa 7,5 milioni di dosi di vaccino attese entro fine marzo in Italia, quasi 2,9 milioni sono di AstraZeneca, secondo i dati del ministero della Salute. Il resto, per 3,8 milioni circa di Pfizer e per meno di 900mila di Moderna. Senza AstraZeneca il totale delle dosi in arrivo entro marzo passerebbe da 7,5 milioni a 4,6 milioni circa. Nell’ultima settimana (dall’8 al 14 marzo) sono state somministrate in Italia circa 395mila dosi di Astrazeneca. Su 2.196.000 dosi di vaccino Astrazeneca consegnate in Italia ne sono state somministrate 1.093.800 milioni, il 49,8% di quelle arrivate nel nostro Paese. Le prime dosi del siero dell’azienda anglo-svedese sono state somministrate in Italia l’11 febbraio: quel giorno furono fatte 2.919 inoculazioni, mentre il picco al momento è stato raggiunto venerdì scorso, con 64.684 dosi somministrate.

Senza Astrazeneca dove si possono recuperare le dosi (per l'Italia 40 milioni di dosi)? Altri vaccini?

In questi giorni le Regioni aumenteranno le inoculazioni con Pfizer e Moderna, ma nei prossimi mesi potrebbero aumentare gli acquisti da Johnson&Johnson oppure arrivare dall’Ema e dall’Aifa l’autorizzazione all’uso in emergenza di altri vaccini.

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