Milano, 16 marzo 2021 - La comunità scientifica si interroga sulle sorti del vaccino Astrazeneca, sospeso ieri in Italia e bloccato in questi giorni in diversi Paesi europei (da oggi anche in Svezia). "Credo che l'effetto domino delle sospensioni attuate ieri potesse essere diversamente valutato", il pensiero di Massimo Galli, primario del Sacco di Milano. "Questo tipo di decisioni potevano essere mediate e anche del tutto evitate", spiega Galli nel corso dell'evento 'Online Talk Sanita' 'Strategie per la Riforma del Sistema e Vincere la Pandemia' organizzato da Rcs Academy. E precisa: "Questa è la mia irrilevante posizione, è la mia opinione ma sono timoroso delle possibili conseguenze". Perché "non voglio fare dietrologie o complottismi ma talvolta i guai sembrano, almeno in parte, auto provocati dall'Europa stessa".

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Secondo il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'ospedale milanese "la gente ha bisogno di trasparenza ed informazioni". La sua linea, "da clinico", è quella che di "vaccinare il più possibile, persone fragili soprattutto, fare il più presto possibile tenuto conto che raggiungere un'immunità per bloccare la gravità della malattia è essenziale".

Bisogna seguire "il principio di precauzione" senza "mortificare quelli che abbiamo", dice a proposito dei vaccini, e facendo attenzione "a non sfiduciare i cittadini".  Per il primario del Sacco una "serie di interventi drammatici intrapresi in Europa penso possano aver fatto un danno importante alla campagna a livello di immagine. Spero possa essere superato".

Galli ricorda "con orrore" il 2014, l'anno in cui fu ritirato un lotto di vaccino antinfluenzale. Una decisione che portò "un calo del 6% secco delle vaccinazioni agli ultra 65enni: da uno scarso 50% a meno del 45%". Il risultato? Secondo l'infettivologo il ritiro "provocò decessi in più nella stagione influenzale dell'inverno che seguì".

Quindi: "Il principio di precauzione è importante, ma va applicato sulla base dei dati, altrimenti non ci si può lamentare degli effetti nefasti sulle vaccinazioni". E mentre l'Ema indice una conferenza stampa di urgenza per fare il punto sulla situazione, annunciando che giovedì riferirà la decisione su Astrazeneca, l'Ue guarda avanti e lavora (nonostante i dubbi degli esperti) a un passaporto vaccinale Covid.