Ecco come Barbados punta ad attirare i professionisti che lavorano in remoto
Ecco come Barbados punta ad attirare i professionisti che lavorano in remoto

Perché fare smart working chiusi in un bilocale con un condominio di otto piani davanti come unico panorama dalla finestra? Se potete permettervelo e niente vi trattiene, potreste invece lavorare da remoto sotto il sole dei Caraibi, svernando sulle spiagge di Barbados per un anno intero. Il governo dell'isola ha annunciato una nuova iniziativa per attirare i lavoratori a distanza e convincerli a trattenersi il più a lungo possibile.

Barbados sta uscendo in questi giorni dal lockdown per contenere la diffusione del Coronavirus, che qui ha avuto un impatto minimo: 98 positivi e 7 decessi e attualmente non c'è alcun caso attivo. Dal 12 luglio riaprirà l'aeroporto internazionale, ma i voli all'inizio saranno pochi e i viaggi di breve durata saranno più complicati del solito per i turisti. Da qui l'idea di provare ad accattivarsi con un incentivo speciale anche un altro tipo di visitatore: il lavoratore in remoto.

La prima ministra Mia Amor Mottley ha annunciato la prossima introduzione del Barbados Welcome Stamp, un timbro sul passaporto (e quindi un visto) che permetterà ai professionisti smart di vivere nel paradiso delle Antille per dodici mesi, tutti filati oppure uscendo dal paese e rientrando come e quando preferiscono se magari devono tornare a casa per sbrigare qualche impegno. A differenza dei turisti usa e getta che spesso restano confinati nei villaggi, i residenti pro tempore contribuiranno alla vita della comunità e all'economia locale in modo più diretto e continuativo.

I dettagli precisi sul Barbados Welcome Stamp non sono ancora stati comunicati. Nel frattempo, cominciate a organizzarvi.


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