Foto: 3B Productions
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Giovedì 10 ottobre esce nelle sale cinematografiche italiane 'Le verità', del regista e sceneggiatore giapponese Hirokazu Kore-eda, uno dei più ammirati autori contemporanei. Si tratta del suo primo film con un cast internazionale, che comprende fra gli altri Catherine Deneuve, Juliette Binoche ed Ethan Hawke. Presentato in anteprima mondiale durante il Festival di Venezia 2019, è stato accolto positivamente, ma non con l'entusiasmo riservato alle sue opere precedenti, in particolare 'Un affare di famiglia', 'Father and Son' e 'Little Sister'.

Le verità, tutto sul film

La storia è quella di una vecchia diva del cinema francese (interpretata da Catherine Deneuve) che sta per pubblicare la propria autobiografia: per celebrare l'evento sua figlia (Juliette Binoche) torna a Parigi da New York, portando con sé il marito e la propria figlia (Ethan Hawke e Clémentine Grenier). La vicinanza porterà a galla vecchie ruggini, incomprensioni e sentimenti mai confessati.

Coloro che conoscono il cinema di Hirokazu Kore-eda sanno che il cineasta giapponese è un maestro nel raccontare i piccoli e grandi moti dell'animo che tengono insieme i nuclei famigliari: un talento che torna evidente anche in 'Le verità'. Rispetto ai suoi film precedenti qui abbiamo un ulteriore elemento di complessità. La trama racconta infatti anche di un film che il personaggio di Catherine Deneuve sta girando: proprio questo fatto consente a Kore-eda di ragionare anche sull'arte cinematografica, sul suo grado di finzione e di verità e su come non sia così dissimile dal teatro della vita, con le sue menzogne e le sue autenticità.

Il trailer



Com'è 'Le verità', le recensioni

Uno dei rischi, di fronte a un film come 'Le verità', era che l'intreccio di scatole cinesi fra vita vera e cinema-nel-cinema risultasse un giochino intellettuale fine a se stesso. Ancora più sovraccarico tenendo conto che nella trama si parla pure di un'autobiografia che non racconta affatto la verità delle cose. La critica internazionale concorda invece nel dire che Hirokazu Kore-eda non è caduto nel tranello e anzi ha saputo rendere il racconto molto naturale e semplice (nel senso buono del termine).

La macrostruttura delle scatole cinesi resta comunque intatta e proprio questo ha prodotto un film necessariamente più intellettuale rispetto ai precedenti più famosi di Kore-eda, caratteristica che probabilmente ha contribuito a non convincere pienamente alcuni giornalisti. Insomma, 'La verità' è un gran bel film d'autore, ma non un capolavoro da spellarsi le mani per gli applausi.

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