Kenneth Branagh
Kenneth Branagh

I Bee Gees sono stati uno dei gruppi più famosi degli anni Sessanta e Settante nel genere pop e disco e ora sono al centro di un film biografico che racconterà la loro storia: la regia è di un pezzo grosso come Kenneth Branagh, nato attore shakespeariano, passato dietro la cinepresa nel 1989, con 'Enrico V', e che vanta ormai oltre venti crediti come regista. Ha infatti in curriculum il film di supereroi 'Thor', l'action 'Jack Ryan - L'iniziazione', ma soprattutto numerosi adattamenti letterari: 'Frankenstein di Mary Shelley', 'Assassinio sull'Orient Express' e parecchi Shakespeare, come ad esempio 'Molto rumore per nulla', 'Hamlet' e 'Pene d'amor perdute'.


Il bio-pic sui Bee Gees

La sceneggiatura del film sui Bee Gees è stata scritta dal londinese Ben Elton, famoso soprattutto grazie alle serie TV 'Blackadder Goes Forth' e 'The Young Ones', al film 'Maybe Baby' e per avere lavorato insieme a Rowan Atkinson (il Mr. Bean televisivo). A Elton il compito di raccontare le umili origini dei fratelli Barry, Maurice e Robin Gibb e come hanno percorso la strada del successo, incidendo la loro prima hit nel 1971, grazie alla canzone 'How Can You Mend a Broken Heart', e poi affermandosi definitivamente con la colonna sonora del film 'La febbre del sabato sera' (1977, John Travolta protagonista).

Paramount Pictures, che sta producendo il film biografico, non ha svelato se la narrazione seguirà un andamento cronologico, come nel caso di 'Bohemian Rhapsody' (sui Queen), oppure se adotterà una forma più libera, simile a quella di 'Rocketman' (su Elton John). Non ha nemmeno svelato la data di inizio delle riprese. Unico indizio, per azzardare ipotesi, è che Branagh sta terminando di montare il film 'Belfast', storia di una famiglia operaia irlandese nei tumultuosi anni Sessanta. Fra una cosa e l'altra è difficile che possa recarsi sul set del bio-pic prima del tardo 2021, molto più probabilmente lo farà nella prima metà del 2022.

Per ripassare, ascolta il brano 'How Can You Mend a Broken Heart'



Per muovere i fianchi ecco 'Stayin' Alive', da 'La febbre del sabato sera'



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