"Questa battaglia si vince col distanziamento sociale. È lì che bisogna lavorare, anche con misure ulteriori. Il lockdown è una misura estrema, molto impattante socialmente ed economicamente, molto dannosa. È sofferenza per tutti, non dobbiamo arrivare a questa scelta estrema. Ma per evitare un nuovo lockdown bisogna agire adesso in maniera dinamica". Così Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’università campus BioMedico di Roma. "La misura della quale potremmo aver bisogno se l’incendio divampa sono i lockdown localizzati, che sono l’ultima risorsa,...

"Questa battaglia si vince col distanziamento sociale. È lì che bisogna lavorare, anche con misure ulteriori. Il lockdown è una misura estrema, molto impattante socialmente ed economicamente, molto dannosa. È sofferenza per tutti, non dobbiamo arrivare a questa scelta estrema. Ma per evitare un nuovo lockdown bisogna agire adesso in maniera dinamica". Così Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’università campus BioMedico di Roma. "La misura della quale potremmo aver bisogno se l’incendio divampa sono i lockdown localizzati, che sono l’ultima risorsa, ma se tempestivi hanno senso ed efficacia. Ma la scelta se farli spetta alla politica", aggiunge.

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Professor Ciccozzi, condivide la stretta dell’ultimo Dpcm?

"Erano misure assolutamente necessarie, mascherina all’aperto compresa".

Sufficienti?

"Serve qualche passo in più. Per evitare il lockdown generalizzato, bisogna intervenire ulteriormente laddove la trasmissione del virus è alta".

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Ad esempio nei trasporti?

"Esatto. Se io prendo un mezzo pubblico urbano o i mezzi dei pendolari, oggi il distanziamento sociale non è garantito. Non tutti hanno la mascherina, molti la indossano male, chi parla al cellulare se la toglie e i mezzi sono troppo pieni. Così proprio non va. Bisognerebbe portare l’occupazione massima nei trasporti urbani dall’attuale 80% al 50%. Ma ci sono le risorse per comprare nuovi mezzi? Temo di no, e così credo si resterà all’80%".

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Altro?

"Servono subito misure più severe per le residenze sanitarie assistite. Bisogna proteggere col massimo rigore gli anziani. Le visite vanno consentite col contagocce e con misure di garanzia rigorose. E suggerisco di investire molto di più nella sanità territoriale: le regioni che l’avevano fatto hanno saputo gestire meglio l’epidemia".

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Ma che senso ha dire che oltre sei ospiti la cena è sconsigliata?

"È un suggerimento a usare il buonsenso. Del resto, non è che si poteva mandare la polizia a casa. È un invito a moderarsi".

Come mai è vietato lo sport amatoriale e non le scuole di calcio?

"Perché lo sport amatoriale è incontrollabile, non così le società. Si sa chi partecipa, si possono controllare".

Da dove nasce la seconda ondata?

"I fattori sono diversi. Il virus è contagiosissimo e ha approfittato dell’accresciuta mobilità in estate, della ripresa dei servizi pubblici urbani, della movida, del ritorno al lavoro".

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E della riapertura delle scuole?

"Relativamente, almeno per ora. Più che la scuola mi fanno paura gli assembramenti dei giovani attorno alle scuole, alle fermate degli autobus, nei mezzi pubblici, è lì che bisognerebbe intervenire con più controlli".

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