Giovedì 20 Giugno 2024
RITA BARTOLOMEI
Magazine

Le orche assassine e le barche. Il ricercatore spagnolo: vi spiego che cosa le attrae

Antonio Lopez del Gtoa (gruppo di lavoro sull'orca atlantica): quanti sono gli episodi di 'interazione' e che cosa ci dicono

Roma, 24 ottobre 2022 - Orche assassine e barche. Non accenna a scemare, dal 2020, il fenomeno degli attacchi - ma gli scienziati preferiscono parlare di 'interazioni' - soprattutto al largo di Spagna e Portogallo. Alfredo Lopez, biologo e ricercatore universitario galiziano che lavora nel Gtoa - gruppo di lavoro sull'orca atlantica - ci chiarisce cosa sta succedendo.

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"Sono interazioni, non attacchi"

"Definiamo queste attività come interazioni - corregge Lopez -. Perché il termine attacco è bellicoso e implica il voler danneggiare e uccidere". Invece, a dispetto del loro nome, "assassine" "le orche non sono aggressive. Questo comportamento è il risultato degli ultimi 100 anni di relazione con le orche. Riflettiamo su cosa abbiamo fatto e cosa vogliamo fare, non solo con questi animali ma con il pianeta. Le orche assassine stanno attirando l’attenzione. Possiamo mettere la polvere sotto il tappeto, ancora una volta". Ma questo, conclude Lopez, "non garantirà la nostra sopravvivenza o la nostra dignità come specie sulla Terra".

Perché le orche si comportano così?

"Non conosciamo i motivi che le hanno portate a questo comportamento", premette lo studioso. E osserva:  "Cercano di governare la barca e fermarla". E prende anche in considerazione l'ipotesi "di una difesa di fronte ad una situazione anomala". 

A questo link l'attività del Gtoa

Cosa c’entra il timone?

Le orche sembrano soprattutto attratte dal timone. Ma cosa c'entra? "Il timone - spiega Lopez - è il pezzo più delicato e facilmente accessibile dal basso, le orche sanno che si muove e fa girare l'imbarcazione. Sanno anche che se lo rompono la barca si ferma. Queste sono le componenti base, far muovere la nave e fermarla a loro piacimento".

Quanti attacchi si sono registrati dal 2020 e dove?

"Dal 2020 - ricorda il ricercatore - si sono verificate quasi 400 interazioni dal Marocco alla Francia, nel 15% dei casi le navi sono state danneggiate".

Quante sono le orche protagoniste degli episodi?

"In questo momento si possono considerare almeno 15 orche, provenienti da sei diversi gruppi, che partecipano attivamente, o come osservatori, a queste attività di interazione".

Tra i luoghi più colpiti c'è lo Stretto di Gibilterra. Perché?

"Le orche assassine vivono tra la primavera e l’estate alle porte del Mediterraneo, dove aspettano i tonni per cibarsene, sono la loro dieta di base. Questa zona è un luogo ad alta intensità di traffico".

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