Una scena del film

Grazie a 'Il giovane favoloso' (2014) Mario Martone dimostrò che era possibile riempire le sale cinematografiche italiane con un film su Giacomo Leopardi: ora ci riprova con 'Capri-Revoluzion', storia dell'incontro/scontro fra una comune di artisti e i valori contadini di un'isola. Esce giovedì 20 dicembre dopo essere stato presentato in anteprima mondiale durante il Festival di Venezia 2018.

CAPRI-REVOLUTION, IL FILM
Le parole che leggiamo in sovrimpressione nel trailer ("Niente è più rivoluzionario del desiderio di libertà") ben riassumono cosa abbiamo di fronte. 'Capri-Revolution' è infatti un film drammatico che ragiona sul senso dello stare al mondo e sull'utopia di un modello hippy diverso da quello imperante, ma anche sul senso da dare al progresso tecnologico e al rapporto fra l'uomo e la natura: argomenti densi, che qua e là appesantiscono la narrazione, ma che non la affondano.

CAPRI-REVOLUTION, LA TRAMA
Alla vigilia della prima guerra mondiale una giovane capraia di nome Lucia (interpretata da Marianna Fontana) si imbatte per caso una comune di giovani nordeuropei, che si è trasferita sull'isola di Capri per sviluppare la propria idea di vita e di arte antesignana dei figli dei fiori. È un incontro che provoca in Lucia un profondo cambiamento e che produce un terremoto all'interno della comunità tradizionale alla quale appartiene la donna.

Il terzo polo della trama è rappresentato dal giovane medico del paese (Antonio Folletto), un socialista che crede fermamente nella scienza e che troverà nel leader della comune (Reinout Scholten van Aschat) un rappresentante di convinzioni opposte alle sue.

IL TRAILER


UN FILM MOLTO AMBIZIOSO
Come già accaduto con 'Il giovane favoloso', Mario Martone ha scritto la sceneggiatura insieme alla moglie Ippolita Di Majo, ambientando la vicenda nel 1914 ma inserendovi riferimenti culturali di decenni successivi. In particolare, l'artista che guida la comune è ispirato al pittore Karl Diefenbach, che effettivamente fondò una comune a Capri fra il 1900 e il 1913, ma ha in sé anche i tratti di Joseph Beuys, figura centrale dell'arte contemporanea tra gli anni '60 e '70, e quelli di Ida Hofmann, madrina della danza contemporanea.

L'idea è proporre al pubblico non tanto dei personaggi quanto piuttosto delle figure universali da far dialogare tra di loro: abbiamo dunque l'artista ecologista, il medico positivista e la donna in cerca di una nuova identità rispetto a quella impostale dalla società.

IL PARERE DI CHI L'HA VISTO
Proprio questa intenzione, insieme all'ottima interpretazione della protagonista Marianna Fontana, hanno motivato un'accoglienza interessata da parte della critica, che in media è rimasta soddisfatta. Molti però sottolineano che le enormi ambizioni di 'Capri-Revolution' hanno anche azzoppato il suo potenziale, perché non sempre tutto gira nel modo giusto. Resta comunque un film che fa pensare parecchio, il classico prodotto da sale d'essai.

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