Valentino Rossi al Mugello (LaPresse)
Valentino Rossi al Mugello (LaPresse)

Scarperia (Firenze), 2 giugno 2019 - Valentino Rossi è preoccupato. Molto preoccupato. E non perché la gomma anteriore della sua M1 lo ha tradito dopo appena sette giri al Mugello. No, i problemi di Rossi vanno oltre e si concentrano sul rendimento di quella Yamaha che proprio non riesce a decollare e ad avvicinarsi ai ritmi e alle ambizioni delle protagoniste del 2019 (Honda e Ducati). "Dobbiamo fare qualcosa", è la sentenza di Vale mentre si chiude il sipario sul Gp d’Italia e quel "fare qualcosa"  assomiglia da vicino a un messaggio forte e chiaro indirizzato alla casa giapponese che nonostante un anno e mezzo di (suoi) solleciti continua a consegnargli una moto che funziona a singhiozzo e che di sicuro non può vantare ambizioni da titolo. "Negli ultimi anni - continua la sua analisi Rossi - abbiamo lavorato, abbiamo cercato di migliorare ma gli altri hanno fatto di più e sono cresciuti. Adesso tocca a noi, altrimenti…".

La situazione del resto sembra già compromessa e cercare di raddrizzare il 2019 sarà un’impresa impossibile. Rossi sente mordere dentro la voglia di riscatto, la voglia di tornare lassù dove - salvo miracoli - gli è ormai difficile anche rimanere per qualche giro. Doveva essere la stagione giusta, forse addirittura quella del titolo numero 10, dell’impresa leggendaria di un Mondiale a 40 anni. Invece Rossi è lì a dibattersi fra la diplomazia e la voglia di spaccare il mondo. Tutti lo hanno capito. Tutti, tranne, almeno fino al buio del Mugello, la Yamaha.