Maurizio Sarri (Ansa)
Maurizio Sarri (Ansa)

Napoli, 12 marzo 2021 - La stagione proprio ora sta entrando nel vivo, ma in casa Napoli si lavora già per il futuro: possibilmente con il pass per la Champions League in tasca. A prescindere dal raggiungimento o meno di uno dei primi quattro posti in classifica, il destino di Gennaro Gattuso sembra segnato, con Aurelio De Laurentiis che sfoglia la rosa dei possibili successori del tecnico calabrese.

I volti già noti

Si tratta di un poker di nomi di cui metà conosce bene il passionale e tumultuoso mondo partenopeo, capace di passare con repentina velocità dall'amore all'odio. E viceversa, specialmente se dovesse concretizzarsi il clamoroso ritorno di fiamma con Maurizio Sarri: in realtà gran parte della tifoseria, all'epoca del divorzio, non ha incolpato l'allenatore toscano, che tecnicamente parlando fu cacciato per aprire le porte all'arrivo di Carlo Ancelotti. In realtà il rapporto tra i due era virtualmente finito già da mesi, quando le trattative per il rinnovo si erano arenate: praticamente la versione di lusso dell'addio in embrione tra De Laurentiis e Gattuso, con la differenza che intanto quest'ultimo ha aggiunto nella bacheca del Napoli una Coppa Italia. E Sarri? Il tanto decantato ex Juventus in Campania ha portato il proverbiale gioco, la crescita di quasi tutti i calciatori (e annesse plusvalenze al momento della vendita) e tanti record che però, a conti fatti, si sono rivelati inutili ai fini dell'obiettivo neanche tanto nascosto del patron, della società e dell'intera piazza: riportare il Tricolore all'ombra del Vesuvio. L'altro volto nuovo (si fa per dire) sondato da ADL è Rafa Benitez, il primo fautore del processo di internazionalizzazione del Napoli: il tecnico spagnolo attirò come una calamita tanti giocatori di fama mondiale, oltre a portare in carniere due trofei. Impossibile dimenticare questo, così com'è impossibile dimenticare la difesa ballerina di una squadra che per certi versi (quelli peggiori) ricorda quella attuale.

I candidati inediti

Chi cura in primis il reparto arretrato è Luciano Spalletti, col quale però si rischierebbe l'Ancelotti bis sotto il profilo della gestione di uno spogliatoio già normalmente piuttosto caotico: a quel punto il parallelo spesso ricorrente tra Lorenzo Insigne e Francesco Totti potrebbe trovare concretezza ma non in termini positivi. Infine l'idea inedita per eccellenza in casa Napoli ma comune a molti club della fascia medio-alta: Ivan Juric, praticamente l'allievo di Gian Piero Gasperini, altro sogno (proibito?) di De Laurentiis.

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