Luciano Spalletti (Ansa)
Luciano Spalletti (Ansa)

Napoli, 27 ottobre 2021 - Riprendere subito la marcia dopo la frenata contro la Roma: per farlo il Napoli, tra le mura amiche del Maradona, dovrà battere il Bologna giovedì 28 ottobre alle 20:45. Il tutto senza la rassicurante presenza in panchina di Luciano Spalletti, che nel pomeriggio nella consueta conferenza stampa della vigilia ha introdotto una sfida ricca di insidie.

Vietato pensare al Milan

 Prima ancora di parlare del futuro, il tecnico toscano ci ha tenuto a tornare sul recente passato, con l'espulsione ricevuta all'Olimpico che deve ancora essere digerita. "Ironicamente è successo proprio a me che amo il dialogo con gli arbitri e che, in generale, non ritengo né utile né intelligente lamentarsi troppo. Volevo solo davvero congratularmi con il direttore di gara per la gestione della partita ma se il tutto è stato equivocato significa che la prossima volta devo prestare più attenzione. Intanto, quello che possiamo fare è trasformare ogni evento, anche il meno piacevole, in uno stimolo in più". Così come per il Napoli è uno stimolo in più il successo, l'ennesimo, del Milan, che si è portato momentaneamente al primo posto in solitaria a +3: un gap che può essere colmato battendo il Bologna. "Si tratta di una squadra che va in sofferenza se costretta a difendersi: ultimamente, dopo il cambio di modulo, sono cresciuti a livello di sostanza, perdendo forse un po' di spinta sugli esterni, che si stanno trasformando in seconde punte. Ci sarà bisogno di una grande gara - continua Spalletti - per tenere il passo dei rossoneri, la cui marcia non deve metterci pressione: in questo momento della stagione quello che fanno gli altri non deve interessarci, con l'unica priorità che deve essere il nostro gioco".

Turnover: l'ora del mea culpa

 Curiosamente, nell'ultima giornata di campionato il Milan ha affrontato proprio il Bologna. "E' una squadra a immagine del suo allenatore: solo con grinta si poteva pensare di recuperare un doppio svantaggio con l'uomo in meno e quasi sfiorare l'impresa addirittura con due espulsioni sul groppone". Le armi per disinnescare la bomba Sinisa Mihajlovic agli azzurri tuttavia non mancano. "Insigne sta bene e ultimamente sta facendo vedere di nuovo le sue giocate tipiche. Il capitano comunque può ancora crescere, così come Osimhen: purtroppo avere tante gare così ravvicinate non ci facilita il lavoro in tal senso. Il turnover può essere una soluzione e, anzi, penso di aver sbagliato a Roma, quando ho cambiato troppo poco nonostante la profondità della rosa costruita dalla società".

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