Rafa Benitez (Ansa)
Rafa Benitez (Ansa)

Napoli, 25 gennaio 2021 - Non è crisi ma poco ci manca: per la prima volta dal suo arrivo in panchina, il rapporto tra Gennaro Gattuso e Napoli mostra qualche segnale di cedimento, alimentato dalle sconfitte in Supercoppa e contro il Verona.

Juric, da carnefice a futuro allenatore?

In particolare quest'ultima ha riacceso parecchi campanelli d'allarme nel quartier generale di Castel Volturno, dove in ottica futura sono in corso delle riflessioni che sembravano impensabili fino a poche settimane fa. Il riferimento è a quando il rinnovo di Ringhio, alla luce dei risultati e delle tempra mostrata dalla squadra, pareva cosa fatta: praticamente è bastato che entrambi questi ingredienti venissero meno contemporaneamente per rimettere tutto in discussione. C'è di più: a testimonianza del fatto che non si tratta del più classico dei malumori del giorno dopo, nel capoluogo campano cominciano già a emergere i nomi dei possibili successori di Gattuso. Uno è il fresco giustiziere degli azzurri: quell'Ivan Juric, allievo di Gian Piero Gasperini, che sta inevitabilmente attirando su di sé le mire di tutti i principali club che hanno intenzione di cambiare guida tecnica. In questo elenco a sorpresa ci finisce anche il Napoli, ieri letteralmente ingabbiato dal Verona nonostante un inizio super: passano appena 8'' e Dimarco, uno dei migliori interpreti del ruolo in questo girone di andata, si rende protagonista di un liscio clamoroso che arma il gol di Lozano, il più veloce nella storia del club, che sembrava aver spianato la strada ai partenopei, che mai come al Bentegodi hanno confermato che il fattore fortuna nel calcio esiste, ma bisogna anche saperselo guadagnare.

L'ombra del ritorno di Benitez

Così, dopo il gentile omaggio ricevuto, il Napoli pensa bene di restituire il favore con gli interessi allo stesso Dimarco, che pareggia il conto sfruttando un errore collettivo di una squadra letteralmente in balia della pressione alta portata dal Verona, che ha fatto della propria aggressività l'arma vincente. Niente di inedito, ma evidentemente è bastato per far crollare gli azzurri sotto i colpi di Barak e Zaccagni, che se voleva mettersi in mostra in vista del mercato estivo ha centrato la propria missione. A proposito di bella stagione: nel consueto valzer delle panchine potrebbe rientrare anche il Napoli e la suggestione delle ultime ore riconduce a un nome non esattamente inedito all'ombra del Vesuvio, ovvero Rafa Benitez. L'addio tra le parti non fu dei più cordiali, ma chissà che in realtà non si sia trattato di un semplice arrivederci.

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