Ettore Messina
Ettore Messina

San Pietroburgo (Russia), 19 novembre 2021 – Si chiude con un bilancio di due sconfitte e zero successi la doppia trasferta russa in Eurolega dell’Armani AX Milano: orfana dell’ormai lungodegente Malcolm Delaney e di Dinos Mitoglu, che nel ko di Kazan ha rimediato la frattura del quinto metatarso del piede sinistro, l’Olimpia è infatti caduta anche a San Pietroburgo dove lo Zenit padrone di casa si è imposto per 74-70. Ai biancorossi, che hanno sofferto a rimbalzo e ai quali non sono bastati i 20 punti e 6 assist di un superlativo Sergio Rodriguez, sono mancate un po’ di lucidità e precisione offensiva nei minuti finali, quando l’ex biancorosso Arturas Gudaitis (13 punti e 7 rimbalzi) e Jordan Lloyd (13 punti) hanno ispirato il break di 9-0 decisivo. Importante, nelle file russe, anche il contributo di Jordan Mickey, miglior realizzatore dei suoi con 17 punti.

La gara

Milano è partita con la giusta intensità e il buon piglio in transizione portandosi a +8 (4-12). La reazione russa è stata però repentina e ha portato all’11-0 del controsorpasso griffato da Frankamp. Ad aiutare l’Armani a non perdere la bussola ci hanno pensato Hines e Shields che hanno dato il loro contributo al 19-19 di fine primo quarto. In apertura di seconda frazione lo Zenit ha nuovamente provato a sprintare arrivando a +5 (24-19), ma l’Olimpia ha è rimasta mentalmente in partita e, trascinata da Rodriguez, ha risposto colpo su colpo rimettendo il naso avanti e rientrando negli spogliatoi a +4 (35-39) dopo aver toccato anche le cinque lunghezze di vantaggio. L’approccio biancorosso al ritorno sul parquet si è però rivelato un po’ soft e lo Zenit ne ha approfittato per mettere a segno l’11-0 del +7 che ha costretto Messina a fermare il gioco (52-45). Timeout che ha sortito gli effetti sperati dal coach di Milano che è rientrata in campo ed è stata capace di replicare con le bombe di Hall e Ricci (7-0 di parziale milanese) per il 57-57, diventato 60-60 al suono della terza sirena. Con le ultime forze rimaste, l’Olimpia ha provato a spaventare i padroni di casa riconquistando un +4 all’alba della frazione conclusiva, ma lo Zenit ha avuto il merito di attendere il momento di giusto e di azzannare la partita con le giocate di Lloyd e dell’ex Gudaitis – poi uscito per cinque falli – che hanno griffato il colpo di reni vincente.

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