Bebe Vio a Rio 2016
Bebe Vio a Rio 2016

Roma, 17 settembre 2016 - Sta facendo impazzire milioni di italiani con le sue imprese sportive. Le grida di Bebe Vio a ogni stoccata sono le urla di chi segue i suoi trionfi alle Paralimpiadi dal divano. La stella della scherma azzurra a Rio 2016 è un personaggio che ormai va oltre i confini dello sport.  La spontaneità di quel sorriso, la determinanzione nei suoi occhi, sono ingredienti di un carisma magnetico che trascina e trasmette energia (e vita) a chi le sta vicino. E si può esserlo anche a migliaia di chilometri di distanza, davanti a un televisore o a un Ipad. "La mia vita è una figata, sono fortunata", ribadisce a ogni occasione la campionessa azzurra.

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GLI ALLORI - Bebe Vio a Rio ha già vinto una medaglia d'oro nel fioretto categoria B, il primo trionfo a 5 cerchi nella giovane carriera della 19enne di Mogliano Veneto. Ma ieri, nella prova a squadre, ha sfidato (e superato) anche le campionesse di categoria A. Numero uno al mondo compresa. E poco importa se alla fine l'Italia sia uscita in semifinale con la corazzata cinese. C'era ancora una medaglia da conquistare, il bronzo centrato nella 'finalina' con Hong Kong. Una rimonta pazzesca, quella di Bebe, salita in pedana sul 40-38 per le avversarie per scendere solo sul 45-44 finale. Ed è stata grande festa azzurra con Loredana Trigilio e Andreea Mogos. 

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LA STORIA DI BEBE -  Quando aveva undici, nel 2008, Bebe Vio fu colpita da una meningite fulminante. La malattia degenerò in una vasta infezione che rese necessaria l’amputazione di tutti e quattro gli arti. "A dieci anni aveva fatto la profilassi contro la meningite di tipo A - raccontava il padre qualche tempo fa Qn - . Allora i sanitari ci dissero che era troppo piccola per sottoporla alla vaccinazione contro la B. Per loro era meglio aspettare che compisse i quattordici anni. Noi ci siamo fidati, d’altronde erano degli specialisti. Purtroppo ci siamo sbagliati: praticamente dodici mesi dopo mia figlia ha contratto il batterio" . Con straordinaria caparbietà, Bebe, insieme con la sua famiglia, è riuscita a trasformare la disgrazia in un trionfo, umano e sportivo. E stata anche scelta tra i 5 testimonial mondiali, uno per ogni continente, per la campagna di sensibilizzazione a favore dei vaccini contro la meningite. Ora lotta per lei e per l'Italia, dando lustro al nostro Paese nel mondo. Notizia dell'ultim'ora, sarà lei la portabandiera azzurra alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi.  "Un giorno vorrei diventare capo di Sky Sport e presidente del Coni", diceva qualche tempo fa al Maurizio Costanzo Show. "Nel 2028", precisava. Quel giorno non sembra poi così lontano.