Taormina, 27 mag. - "Voglio esprimere gratitudine nei confronti dei nostri alleati italiani e della Nato". Così il presidente Usa Donald Trump si congeda dal G7 di Taormina, evitando però la conferenza stampa, forse per schivare scomode domande sul 'Russiagate' in patria, e raggiungendo i militari americani a Sigonella. Un summit che ha lasciato molti dubbi e una certezza, Trump è un ciclone, e concede poco ai suoi 'alleati'. Il premier, Paolo Gentiloni, ha osservato: "E' una novità che non abbiamo scoperto a Taormina: è la scelta del popolo americano, l'America è il nostro principale alleato e con questa scelta facciamo i conti". 

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IL PUNTO - Un 'G6 più Trump', è quanto lascia il 43mo vertice dei Grandi a Taormina. Poche convergenze sui temi più caldi e un presidente americano grande protagonista, che arriva tardi alle sessioni e infrange protocolli e 'bon ton' con la disinvoltura del tycoon che ha conquistato gli Stati Uniti.

L'impressione è che sia stato un vertice avaro di risultati e tutto in salita. Paolo Gentiloni rivendica il successo a fronte di chi, da Roma parla di "fallimento". Il premier non nasconde che si sia trattato di un vertice tutto in salita, ma partito bene, con la firma dei Sette Grandi alla Dichiarazione di Taormina: "Il risultato più importante". Un testo che avrà ricadute importanti sulla lotta al terrorismo, anche su internet, come si legge nel passaggio in cui si chiede ai grandi service provider di rimuovere tempestivamente tutti i contenuti che possano promuovere o amplificare gli atti terroristici. "Nessuno sottovaluti la forza di quel richiamo", avverte Gentiloni.

Il compromesso principale, e meno scontato, lo si è avuto sui commerci. Trump ha accettato un impegno "a tenere i mercati aperti e a combattere il protezionismo, ferma restando la volontà di combattere le pratiche commerciali scorrette". Il libero scambio "cruciale motore per la crescita e l'occupazione" sottolineano i Sette. 

Il clima resta il grande incompiuto in una dichiarazione che "ha preso atto" che negli Usa è in corso un riesame della posizione sull'accordo di Parigi del dicembre 2015. Quindi c'è attesa per la prossima settimana quando The Donald prenderà una decisione a riguardo. A proposito Gentiloni ha ribadito che l'Italia e gli altri partner non arretreranno "di un millimetro". "Mi auguro che la fase di revisione si concluda presto e bene, è importante avere sull'accordo il contributo degli Stati Uniti", ha aggiunto il primo ministro italiano.

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E' stata "una discussione vera e autentica", ha precisato il presidente del Consiglio, mascherando il disappunto per la scarsa ambizione della dichiarazione finale di sole sei pagine. 

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La cancelliera Angela Merkel, che in questo summit è sembrata defilarsi, ha parlato di "discussione difficile per non dire del tutto insoddisfacente". Più ottimista il neo presidente francese, Emmanuel Macron, che ha assicurato che sul clima si va avanti e che non è stato "un sei contro uno", perché con Trump "ci sono stati progressi".

"Quello che conta è che l'Africa sia ancora al centro delle nostre agende", Gentiloni rivendica anche il successo della sessione sull'Africa, con i leader di Etiopia, Kenya, Niger, Nigeria e Tunisia: "Un focus a cui l'Italia teneva particolarmente. Questa discussione ce la porteremo dietro come uno dei segni del G7 di Taormina". Ha detto il presidente del Consiglio: "La sfida dell'Africa ha trovato un interesse di tutti i leader, a partire dal Presidente Trump". Ma resta l'amaro per la mancanza di nuovi impegni sugli aiuti per le carestie in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen. 

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Il tema migranti, molto a cuore alla presidenza italiana, però ha sbattuto sulla linea dura americana. Accanto al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, viene affermato che "gli Stati devono poter controllare le proprie frontiere e stabilire politiche nel politiche nel proprio interesse nazionale". Gli enormi flussi di migranti, osservano i Sette, richiedono sforzi coordinati a livello nazionale e internazionale". Gentiloni ha fatto notare che sul tema migratorio: "Non ci sentiamo più soli. ma non era certo Taormina l'occasione. Il resto dei paesi hanno politiche molto diverse, come ad esempio il Canada. Il Giappone ha politiche diverse", così come "gli Stati Uniti". Ma, spiega, il presidente del Consiglio, al termine del G7. "Il punto migrazioni era un punto chiuso da diverse settimane e non è stato tema di particolare dibattito".

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Sulla politica estera è sembrato più un vero G7, infatti, dopo l'intesa sulla lotta al terrorismo, la dichiarazione ha riaffermato un impegno comune dei Sette su Siria, Libia, Corea del Nord, senza escludere "ulteriori azioni" contro la Russia se la situazione in Ucraina dovesse precipitare. Trump e Merkel hanno rinunciato alla conferenza stampa finale. Il presidente americano ha preferito fare tappa a Sigonella per un saluto ai militari americani, prima di ripartire per gli Usa.

Donald Trump nella base di Sigonella (Ansa)
TRUMP - Il presidente americano è stato accolto dalla base di Sigonella in festa: "Voglio esprimere gratitudine nei confronti dei nostri alleati italiani e della Nato: siete nel crocevia del mediterraneo per far fronte alla minaccia di straordinaria violenza che regna in Africa settentrionale e in Medio Oriente". Lo ha detto Donald Trump parlando ai militari americani.

Trump ha rivendicato come al G7 "ho rafforzato il legame dell'America con i nostri alleati". Sottolinenado che è stato un vertice "straordinariamente produttivo". Poi è passato ai temi più prettamente militari: "L'Iran non potrà mai ottenere in nessuna circostanza un'arma atomica". The Donald assicura ai militari: "Pace attraverso la forza, avremo molta forza, ma anche molta pace. Vi darò completo e continuo sostegno, abbiamo fatto un investimento". "L'America sta diventando più forte. Con la mia amministrazione, voi state diventando piu' forti". 

Ma ha anche assicurato: "A Roma sono stato ispirato dalla grande bellezza, dal colloquio con il Papa e dalla Basilica di San Pietro". Questo è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Donald Trump e Melania mano nella mano a Sigonella (Afp)

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