Roma, 3 febbraio 2021 - Il Mario Draghi. che non ti aspetti. Visibilmente emozionato nei 110 secondi di discorso tenuto al Quirinale dopo il colloquio con il presidente Mattarella. Un incontro di circa un'ora per fissare le prossime tappe della crisi di governo. Come ampiamente previsto, il Capo dello Stato ha conferito l'incarico di formare un nuovo governo all'ex leader della Bce. Che ha accettato, ma con riserva. Decisive saranno le consultazioni dei prosismi giorni, in cui Draghi vedrà i principali esponenti dei partiti e verificherà se ci sono le condizioni per avviare un percorso a Palazzo Chigi. 

Il discorso di Draghi

Il presidente del Consiglio incaricato si è presentato ai microfoni del Quirinale intorno alle 13.30. Poche parole per rimarcare la totale sintonia col Colle. "Ringrazio il Presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare conferendomi l'incarico per la formazione del nuovo governo", ha esordito. "È un momento difficile, il Presidente ha ricordato la drammatica crisi sanitaria, con i suoi gravi effetti sulla vita delle persone, sull'economia, sulla societaà",ha continuato sottolineando che "la consapevolezza dell'emergenza richiede risposte all'altezza della situazione".

E ancora: "È con questa speranza e con questo impegno che rispondo positivamente all'appello del Presidente della Repubblica". Quindi ha ricordato: "abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell'Unione europea, abbiamo l'opportunità di fare molto per il nostro Paese, con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale".

Infine ha concluso: "Con grande rispetto mi rivolgerò innanzitutto al Parlamento, espressione della volontà popolare. Sono fiducioso che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e, con essa, la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all'appello del presidente della Repubblica. Scioglierò la riserva al termine delle consultazioni".

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Le reazioni a caldo dei partiti

IL PUNTO - Pd e Leu restano cauti ma si dicono disponibili a raccogliere l'appello di Mattarella, mentre Forza Italia e Italia Viva sono più convinte nel sostenere l'ex governatore della Bce. La Lega e Salvini sono alla finestra: "No pregiudizi sul nome di Draghi, ma l'orizzonte è il voto", dice Il leader della Lega. Fratelli d'Italia è per le elezioni. Il centrodestra potrebbe trovare una sintesi in un appoggio "a tempo" propedeutico alle urne. L'ago della bilancia potrebbe essere allora il Movimento 5 stelle. Le voci ufficiali, in primis Crimi da ieri sera, chiudono le porte a Draghi. "Il voto è l'unica strada", scrive sui social in mattinata la grillina Paola Taverna. Ambienti vicino ai Cinquestelle li descrivono però spaccati sull'eventuale no all'ex numero uno di Francoforte. 

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