Roma, 3 febbraio 2021 - Con la prospettiva di un governo di Mario Draghi - che ha accettato con riserva l'incarico di Mattarella - come si muovono le forze politiche? Le reazioni a caldo alla svolta del Colle sono variegate. Da una parte i 5 stelle che si spaccano (e non escludono l'ipotesi di un voto su Rousseau), dall'altra il Pd che chiede un incontro agli alleati del Conte bis: Leu e M5S (appello accolto da entrambi) nel tentativo di sostenere il nuovo governo ma nella speranza che questo non spacchi l'alleanza giallorossa..

 Il centrodestra sta cercando di mantenere l'unità su una linea di astensione ma vede alcune avanguardie di FI (tipo Mara Carfagna) spingersi fino al sì,  Salvini insiste: elezioni la via maestra (ma ascolteremo Draghi), mentre Meloni è "disposta a parlare solo se c'è la data delle elezioni".  Quanto al M5s, è diviso tra il no senza appello e una linea aperturista.

Draghi premier? Tutti gli scenari

Il toto-ministri: tutti i nomi in ballo

In serata si è tenuto un incontro da remoto tra le delegazioni di Pd (Zingaretti, Orlando, Franceschini, Delrio, Marcucci, Cuppi), LeU (Fratoianni, De Petris, Fornaro, Scotto) e M5S (Crimi, Cioffi, Licheri, Crippa e Ricciardi). "Nel quadro del lavoro che si è avviato dopo il conferimento dell'incarico al professor Draghi, pur nel rispetto del confronto che si è aperto tra le forze politiche, è positiva la disponibilità di Pd, M5S e Leu di voler continuare a tenere aperta una prospettiva politica unitaria", ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Intervenendo a La7, il vice segretario del Pd, Andrea Orlando, ha parlato del possibile ruolo di Conte nel governo Draghi: "Mi pare che Conte sia una persona sinceramente interessata a risolvere i problemi, credo quindi che una mano Conte la darà. Nel Movimento Cinque Stelle è stata registrata la contrarietàad un governo tecnico. Sul nome di Draghi non ho trovato una pregiudiziale insormontabile, ma una resistenza. Mi è parso di vedere posizioni ferme ma non insuperabili".

Zingaretti: fase nuova

Il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, la spiega così, in una nota: "Con l'incarico a Mario Draghi si apre una fase nuova che può portare il Paese fuori dall'incertezza creata da una crisi irresponsabile e assurda - dichiara - Siamo pronti a contribuire con le nostre idee a questa sfida per fermare la pandemia, per concludere la campagna vaccinale, per un nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale e sociale, sulla difesa e sul rilancio di una forte collocazione europeista dell'Italia, che in questi mesi abbiamo riconquistato". E ancora: "Non bisogna perdere la forza e le potenzialità di una alleanza con il Movimento 5 Stelle e con Leu basata su proposte comuni sul futuro dell'Italia. Per affrontare questi temi chiederemo un incontro con il Movimento 5 Stelle e Leu".

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Franceschini: appello ai 5 stelle

Per Enrico Franceschini "Va salvata la prospettiva dell'alleanza strategica - dice a Huffinton post -  Tutta la nostra operazione nacque per senso di responsabilità. Evitare elezioni che sarebbero state traumatiche ha consentito di arginare la destra e dare al paese una guida in un anno difficile. Proprio per questo vorrei fare un appello". E riguardo al M5S che al momento chiude a Draghi, sottolinea: "Io sono fiducioso che la riflessione renda possibile domani, ciò che oggi appare complesso, come insegna proprio l'esperienza del governo giallorosso". 

La risposta di Speranza

"E' importante che le forze politiche che hanno lavorato bene assieme negli ultimi mesi - Leu, Pd e M5S - affrontino in queste ore in modo coordinato la crisi politica in corso", è la prona risposta del ministro della Salute uscente Roberto Speranza (Leu), entrando al ministero. E Nicola Fratoianni, sempre di Leu: "Bene Zingaretti: riunire l'alleanza pd M5S Leu per definire una linea comune è un passo necessario. Renzi ha lavorato per farla saltare. Nella fase che si apre va preservata e rafforzata". 

Salvini: il voto è la soluzione

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"Continuiamo a ribadire con coerenza che la strada maestra sono le elezioni che possono essere svolte in sicurezza, ovviamente siamo persone educate, siamo realisti, sappiamo che il Paese ha bisogno di risposte. Andremo da Draghi ad ascoltare, capire, proporre, valutare. Non abbiamo pregiudizi", dice Matteo Salvini uscendo dal vertice del centrodestra. E sottolinea: "L'obiettivo è di andare insieme alle consultazioni" con Mario Draghi. Silvio Berlusconi si limita a commentare: "Vediamo Draghi cos'ha da dirci", mentre anche Paolo Romani di Cambiamo! è attendista: "Torneremo a rivederci nelle prossime ore per determinare la nostra posizione alle consultazioni".

Meloni: non sosterremo Draghi

 Quanto a Giorgia Meloni, chiede di giocare "a carte scoperte" e, ribadita l'indisponibilità di FdI a sostenere in ogni caso un governo Draghi, avrebbe proposto una possibile mediazione solo al fine di salvaguardare l'unità e la compattezza della coalizione: fare tutti un passo intermedio e arrivare a un voto comune, che non potrebbe in ogni caso spingersi oltre l'astensione. Poi chiarisce: "Non c'è alcuna possibilità di una partecipazione o anche di un sostegno da parte di FdI al Governo Draghi. Gli italiani hanno il diritto di votare. Continuiamo a lavorare per tenere il Centrodestra unito e portare gli italiani alle elezioni. Fatevene una ragione".

Poi a maratonamentana su La 7 Meloni precisa: "Io non sono disponibile a parlare di niente se non di elezioni. Se mi si dice la data del voto, delle elezioni allora dico parliamone. Escludo che una personalità come Mario Draghi si metta a disposizione per tre mesi". E ancora: "Non sono d'accordo che non si possa votare. Anche sui tempi: oggi tutti sanno che il giorno dopo che si vota ci sarebbe un governo", ha detto a proposito delle osservazioni di ieri del presidente Mattarella sulla possibilitò di andare al voto.

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Forza Italia in cerca di linea

Forza Italia al bivio: voterà o meno la fiducia a un eventuale governo Draghi? Il partito è confuso e allo stato, in assenza di un intervento di Berlusconi, non c'è una linea chiara, univoca. Il dilemma: seguire la coppia Salvini-Meloni che grida al voto, al voto! o accogliere l'appello del Colle per il ''governo di altro profilo''?  I 'filosalviniani' di Fi sono in imbarazzo, l'ala moderata azzurra è in fermento. Mara Carfagna twitta: "L`alto appello del Presidente Mattarella pone fine a vergognose contrattazioni e impone a tutti i partiti una risposta patriottica alle sofferenze del Paese. Oggi più che mai la politica ha il dovere di guardare agli italiani, non ad ambizioni personali e convenienze elettorali".

Berlusconi aspetta a esprimersi: "Andiamo alle consultazioni a sentire Mario Draghi quali idee ha e cosa propone. È una personalità di altissimo profilo. Valuteremo insieme come centrodestra cosa fare. Se siamo arrivati fino a qui e perchè siamo rimasti uniti".

Tabacci: tra Pelè e Superman

Negare la fiducia al governo Draghi? "Chi lo farà se ne assumerà le responsabilità - avverte Bruno Tabacci, da empre vicino a Draghi - Sarebbe come avere uno come Pelè e poi non farlo giocare. D'altra parte questo Parlamento è abituato a sciupare tutto. Io però credo che ce la farà". Quanto alla figura di Draghi, il senatore centrista insiste "E' un politico raffinatissimo, visto che è riuscito a governare 7 anni la Bce avendo contro il banchiere della Bundesbank". E ancora: "E' un superman, non c'è dubbio. Con meno di due minuti ha impostato le cose con grande chiarezza. Mi sono emozionato ascoltandolo".