Il progetto dell'hotel Full Moon di Baku - Foto: Expedia
Il progetto dell'hotel Full Moon di Baku - Foto: Expedia
Troppo costosi, troppo visionari, troppo avanti con i tempi: i cassetti degli architetti sono pieni di progetti di hotel che non sono mai passati dalla carta alla costruzione. Il portale di viaggi Expedia ne ha ripescati sei fra i più spettacolari caduti nell'oblio, provando a visualizzare come apparirebbero oggi se invece fossero diventati realtà (li potete vedere nella gallery).

DALLA MORTE NERA ALLA PIRAMIDE ATZECA
Nella skyline di Baku, la capitale dell'Azerbaigian, sarebbe dovuto orbitare un hotel fantascientifico. Letteralmente: nel progetto originale, il Full Moon Hotel era un enorme disco con un foro circolare in alto, simile alla Morte Nera di 'Guerre stellari'; visto di lato, invece, avrebbe richiamato le forme del Gherkin di Londra (l'iconico grattacielo che sembra una pigna). I lavori sono effettivamente iniziati qualche anno fa, ma il design originale è stato nel frattempo modificato in favore di una soluzione più tradizionale.

Non si è fatto nulla nemmeno dello Xanadu, un monumentale hotel in stile piramide atzeca da duemila camere, che doveva sorgere a Las Vegas negli anni Settanta diventando il prima mega resort tematico della città. Il progetto naufragò a causa di una banale disputa sull'allacciamento alla rete fognaria.

I FLOP DEGLI ARCHITETTI STAR
Il design del Fourth Grace Hotel di Liverpool, firmato dal celebre architetto Will Alsop (scomparso di recente), suscitò reazioni contrastanti al momento della sua approvazione: una futuristica nuvola di vetro e acciaio, sfaccettata come una gemma. I costi si rivelarono fuori scala e nel 2004 il progetto fu cancellato.

Problema analogo per il Rogers Lacy Hotel di Dallas: negli anni Quaranta l'omonimo multimilionario lo commissionò niente meno che a Frank Lloyd Wright, il quale non si fece pregare e immaginò un grattacielo grandioso da 826 camere "come non si è mai visto in tutti gli Stati Uniti" (parole sue). Che però si rivelò troppo anche per capienti le tasche del committente.

DA NEW YORK ALLA LUNA
Se il Commonwealth di New York fosse davvero stato costruito negli anni Venti, sarebbe diventato allora il più grande hotel del mondo: 120 metri di altezza, 28 piani, 2500 camere, così vasto da occupare un intero isolato su Broadway. Fu stroncato prima ancora che fosse posta la prima pietra da beghe legali e finanziarie.

Nel pieno della frenesia dei voli spaziali, a fine anni Sessanta, il magnate degli hotel Barron Hilton (il cognome dice tutto) aveva ideato una serie di piccoli alberghi in orbita intorno alla Terra, gli Orbiter Hiltons, per accogliere i viaggiatori del cosmo prima del loro volo fino alla Luna. Lì avrebbero soggiornato nel Lunal Hotel, una struttura con accesso dalla superficie del satellite ma in gran parte sotterranea, dotata di un centinaio di stanze di lusso e di una lounge con vista sulle stelle. Sogni a parte, il progetto non era neanche lontanamente realizzabile.


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