Sessant’anni Nomadi: "Più longevi di noi? Solo i Rolling Stones"

Beppe Carletti lancia il nuovo cofanetto celebrativo e il doc di Raitre sulla band "Se siamo ancora qui il merito va ad Augusto: con lui un’avventura bellissima".

I giovani Augusto Daolio e Beppe Carletti sulla copertina del nuovo “boxset“ dei Nomadi
I giovani Augusto Daolio e Beppe Carletti sulla copertina del nuovo “boxset“ dei Nomadi

Più longevi di loro, solo i Rolling Stones. O, almeno, così la racconta Beppe Carletti immergendosi in controluce fra i ricordi virati tenerezza (e a volte nostalgia) della sua vita da Nomade. "La cosa più difficile fu partire, trovare una direzione" ammette il tastierista, nato a Novi di Modena 77 anni fa. "Per fortuna eravamo in Emilia-Romagna, terra di sognatori e di balere. Fu così che nel 1963 un impresario ci propose 77 giorni di esibizioni, pomeriggio e sera, in un caffè-concerto di Riccione (il Frankfurt Bar - ndr). Avevo 16 anni. Iniziammo il 13 giugno e ricordo ancora quel tedesco che ogni sera si presentava sotto al palco chiedendo di poter salire a cantare Besame mucho. Dormivamo in quattro in una stanza, ma, potendo avere indietro dal tempo un pezzetto della mia vita, chiederei proprio quei mesi".

A tracciare un viaggio nei sessant’anni del gruppo, anzi del “complesso” come lo chiama pervicacemente Carletti, ci pensa Nomade che non sono altro, il film realizzato da Fedora Sasso per Rai Documentari in visione domenica 7 gennaio (alle ore 23.10) su Raitre e RaiPlay con l’intento di celebrare il genetliaco della band e il trentennale della scomparsa di Augusto Daolio, avvenuta il 7 ottobre 1992. "Il più grosso difetto di Augusto? Averci lasciato troppo presto. Anche se non ha buttato via un solo attimo della sua vita" assicura Carletti.

"Lo conobbi sul palco di un locale a Trecenta di Rovigo, il Dancing Oasi, dove quello spilungone con gli occhiali, un accenno di barba, e gran passione per la musica, faceva il cameriere. Da allora non ci siamo più lasciati. ‘Ago’ ha pagato care le 80-90 sigarette che fumava al giorno, anche se cantare lo faceva star bene, così, nonostante le condizioni precarie, per tenerlo impegnato riuscii a fagli incidere tre dischi. Sul palco sembrava quasi scordarsi di essere malato. La morte improvvisa, in un incidente automobilistico, del bassista Dante Pergreffi (ribattezzato da Daolio stesso, per via del carattere estroverso, Principe Desiderio - ndr) fece precipitare le cose, segnando l’inizio della fine". "Insieme abbiamo avuto la possibilità di vivere della nostra passione, nonostante le disavventure e i problemi: appena cadevamo, ci rialzavamo e siamo sempre andati avanti con coerenza. Ecco, la coerenza è stata la nostra bandiera, il nostro tratto distintivo. Non ci siamo mai fatti imporre niente e le decisioni, giuste o sbagliate, le abbiamo sempre prese da soli. A testa alta. Sono stati 60 anni spesi bene", dice ancora Carletti.

A ricordare l’amicizia fra Augusto e Giuseppe “Beppe” ci pensa pure un progetto discografico con 4 cd e 2 dvd in cui trova posto un inedito dal titolo E il treno va, frammento di una canzone con la voce di Augusto rigenerato e completato in studio dallo stesso Carletti. Il tributo esce a distanza di undici anni dal live È stato bellissimo, realizzato in occasione del ventennale dell’addio a Daolio con registrazioni live del periodo 1984-1990, per aggiungere fin dal titolo È stato veramente bellissimo! un ulteriore capitolo alla narrazione di quei tempi. Il primo cd scivola tra le diverse anime dei Nomadi, spaziando da Io vagabondo a quella Come potete giudicar divenuta al tempo "pure un inno di libertà delle lucciole", ricorda Carletti e perfino l’omaggio a Tenco di Mi sono innamorato di te. Il secondo disco attinge materiale dagli ultimi concerti di Daolio nel 1992, mentre il terzo e il quarto documentano per intero la tappa al Teatro Smeraldo di Milano del tour Gente come noi del ‘91. Il viaggio è completato da un dvd con le immagini dello show allo Smeraldo e dal docu-film Augusto Daolio musicista, poeta, pittore uscito postumo nel 1995.

Il film di Raitre e il boxset rappresentano due ulteriori tasselli dei festeggiamenti dei sei decenni in musica della band, che proseguono ora col raduno dei fan in programma il 18 febbraio, giorno in cui Daolio avrebbe compiuto 77 anni. "Se siamo ancora qui, dopo 60 anni di carriera, il merito va ad Augusto, che ci ha lasciati ormai da 30 anni" ammette l’amico di sempre. "Ma quei primi 30 costruiti assieme sono stati fondamentali. E davvero bellissimi".

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