Chissà se le persone romantiche guarderanno in modo diverso la Luna sapendo che forse, moltissimi anni fa, non era un ammasso di roccia senza vita, bensì un luogo con oceani d'acqua. È quanto sostengono gli astrobiologi Dirk Schulze-Makuch (della Washington State University) e Ian Crawford (Birkbeck University) in un articolo pubblicato sulla rivista Astrobiology.

ACQUA SULLA LUNA
Già in precedenza numerosi studi avevano evidenziato l'esistenza di tracce d'acqua sul nostro satellite, ma le conclusioni di Schulze-Makuch e Crawford si spingono a ipotizzare la presenza di veri e propri oceani. Incrociando una serie di dati, i due astrobiologi sostengono che al momento della formazione della Luna, circa quattro miliardi di anni fa, così come durante il periodo di intensa attività vulcanica (3,5 miliardi di anni fa), esistessero le condizioni per la formazione di grandi masse d'acqua in corrispondenza dei poli.

LA FORMAZIONE DEGLI OCEANI LUNARI
L'idea è che, nei due momenti individuati dagli scienziati, le eruzioni emettessero una quantità di gas volatili e che l'atmosfera lunare fosse sufficientemente densa da consentirne la condensazione e quindi la formazione di distese d'acqua. In questo modo, durante la formazione della Luna è possibile che ci fossero oceani profondi anche un chilometro, una stima che Schulze-Makuch e Crawford ammettono però essere "ottimistica". Cinquecento milioni di anni più tardi la profondità sarebbe stata molto inferiore, ma comunque tale da garantire la presenza di un vero e proprio oceano.

VITA SULLA LUNA
Di conseguenza, è ragionevole ritenere che vi fossero anche forme di vita molto semplici: batteri e microbi in particolare. Va da sé che non esistono prove dirette dell'esistenza di vita sulla Luna: quella di Schulze-Makuch e Crawford resta un'ipotesi, per quanto basata su un'analisi scientificamente fondata. Oggi le cose sono radicalmente cambiate: l'atmosfera è scomparsa, l'acqua è evaporata e la superficie non è protetta dalle radiazioni cosmiche e ultraviolette. Insomma, la Luna è effettivamente un ammasso di roccia morta, ma qualche miliardo di anni fa probabilmente no.

LUNA ROSSA
La Luna intanto si prepara a tingersi di rosso, l’ultimo venerdì di luglio si verificherà l’eclissi totale più lunga del secolo. La sera del 27 lo spettacolo sarà visibile quasi nella sua interezza. La Terra si troverà infatti tra il Sole e la Luna e proietterà sul satellite un cono d’ombra. La fase di totalità sarà tra le 21:30 e le 23:13, mentre il massimo è previsto alle 22:22. Lo spettacolo si concluderà all’1:30 della notte del 28 luglio. Il colore rosso è dovuto al fatto che solo una piccola frazione della luce solare viene filtrata dall’atmosfera e proiettata sulla Luna. Anche il pianeta Marte farà la sua parte sulla sfera celeste. Sarà più luminoso che mai perché la sera del 27 luglio si troverà nella posizione diametralmente opposta al Sole rispetto alla Terra. Dunque, il 27 sarà la notte della Luna rossa e del Pianeta rosso.


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