La carica di Zero: "È ora di scendere in piazza"

Renato si dedica un “Autoritratto“ in tredici inediti. E incoraggia i fan a occuparsi dei problemi del mondo: "Non siate spettatori impotenti"

Renato Zero, 73 anni, torna venerdì con il nuovo album Autoritratto

Renato Zero, 73 anni, torna venerdì con il nuovo album Autoritratto

Settantatré, ruggenti. Gli anni non portano con loro saggezza, ma errori fatti con stile, e Renato Zero nell’Autoritratto in tredici canzoni affidato al nuovo album, in uscita venerdì, non rinuncia a quei panni di soggetto smarrito che l’età sembra accendere sempre di nuovi riverberi. Ecco perché se in strada qualche adolescente l’apostrofa "maestro" dice di provare come un senso di ritrosia, un imbarazzo dovuto al fatto che "quello è un ruolo che non mi sento di ricoprire, perché il mio rimane solo un gioco diventato un lavoro". Sa bene, però, che la canzone "è la madre di tutti i tempi e tutti gli umori" e di come le sue, in mezzo secolo abbondante di carriera, abbiano curato l’animo di tante persone trasformando quel lavoro "in una specie di pronto soccorso".

Orgoglio capace di farlo sentire ancora "palpitante e scalpitante" di salire i gradini di un palco, come ha in agenda di fare dal 2 al 6 marzo al Nelson Mandela Forum di Firenze – proprio ieri sera a sorpresa è salito sul palco del Mandela Forum per duettare con Elodie – e dal 13 al 21 al Palazzo dello Sport di Roma, pur senza nascondersi che "Zero è uno strumento, un paracadute o una liana per attraversare la foresta, ma alla fine è sempre il signor Fiacchini a doversi fare carico delle scelte fatte". E non basta: dal 22 arriva nei negozi e in edicola, in 15 uscite, la collana Mille e uno Zero.

Renato, l’album si apre con una dichiarazione d’amore come Quel bellissimo niente dedicata al suo fedele popolo e alla sua città. Come si sente con le feste alle porte?

"Avendone attraversati di esageratamente belli, poetici, con gli abeti veri, non di plastica, questo Natale mi sembra sbiadito, impoverito, incapace di spandere quel senso di pace che noi gli attribuivamo un tempo. Mancano i valori".

Qual è la reazione?

"Quando sono col mio pubblico sono molto stimolato a sollecitarlo, a spronarlo a non rimanere tra le quattro mura a compiangersi, ma a scendere in strada, perché le vittorie importanti sono sempre arrivate dalla piazza. Mettendoci la propria faccia e il proprio nome. Mai come ora questa piazza dovrebbe ripopolarsi. In passato lo abbiamo fatto in situazioni molto meno gravi di queste e invece…"

E invece?

"Ce ne stiamo davanti alla televisione, che è sempre più un sonnifero, una bugia, una macchinazione. Quello che offre oggi il piccolo schermo è vergognoso e noi gli riserviamo quel tempo che sottraiamo ai nostri amici, alla nostra donna, al nostro compagno, ai nostri figli, scivolando in un giro vizioso in cui non siamo più attori, ma spettatori impotenti perché ci manca quel coraggio che ci porterebbe a riguadagnare la nostra identità".

La recrudescenza delle violenze è un segno di questi tempi?

"Le donne oggi pagano per tutto ciò che gli uomini non riescono a realizzare; subiscono tutta la loro rabbia. Se gli uomini potessero partorire non succederebbero certe cose. A fronte di certi fatti, trovo incredibile che ancora non si impari la lezione".

Intanto il tempo passa.

"E gli amici ci lasciano. Negli ultimi tempi ne ho persi diversi. Via via ti accorgi di non avere più appoggi e di doverti caricare sempre più la responsabilità della tua esistenza. Raffaella me l’immaginavo a 90 anni a canticchiare il Tuca tuca e invece..."

Nel pezzo Fortunato ammette di piacersi.

"Penso che ‘mi piaccio’ sia un po’ la password di questo disco in cui tiro delle somme personali e artistiche. Un tassello importantissimo della mia carriera è stato l’aver ballato con altri sette compagni per Hendrix al Brancaccio di Roma. Una delle esperienze che mi hanno messo nella condizione di poter fruire di un insegnamento e conquistarmi di una postura definitiva nel mondo della musica".

A Sanremo tiferà per Loredana?

"Tifo per tutti quelli che hanno dato alla mia vita un incremento e una vicinanza tangibile".

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