Britney Spears
Britney Spears

Roma, 11 novembre 2020 - Questa è una delle storie più dolorose, fra quelle recentemente accadute nel mondo della musica pop: Britney Spears ha chiesto al tribunale di Los Angeles che suo padre James non fosse più il suo tutore legale, posizione che occupa da ormai dodici anni e che gli affida un controllo strettissimo sulla vita e sui beni della figlia. La giudice Brenda Penny ha però sentenziato che non ci sono le condizioni per accettare la richiesta, cioè che la salute mentale di Britney è ancora instabile: prenderà in considerazione future richieste, ma per il momento ha concesso solamente che la società finanziaria Bessemer Trust sia affiancata a James Spears nella gestione del patrimonio della pop star, come da richiesta dei legali di quest'ultima. I quali hanno anche fatto sapere che la loro assistita ha paura del genitore e che non riprenderà la propria carriera fino a quando lui avrà potere su di lei.
 

La salute mentale di Britney Spears

Tutto comincia nel 2007-2008, quando Britney Spears ha un crollo psichico e inizia a comportarsi in modi che fanno temere per la salute sua e delle persone che le stanno accanto. In modo particolare i due figli avuti insieme all'ex marito Kevin Federline e dei quali perde la custodia. Fra un ricovero ospedaliero e l'altro, la cantante diventa soggetta all'istituto che nel diritto statunitense si chiama conservatorship: in poche parole, un tribunale prende atto che una persona è incapace di gestire le proprie finanze, magari anche la propria vita quotidiana, e di conseguenza nomina un tutore che si occupi di farlo in sua vece. Così, dal 2008 James Spears gestisce il patrimonio della figlia e ha il diritto di agire per suo conto quando si discutono gli impegni di lavoro: è accaduto per esempio con il contratto come giudice di X Factor. È anche quello che discute con i dottori i suoi trattamenti medici e decide persino chi può incontrare o meno, durante il giorno. Un controllo strettissimo, insomma, che ha spinto i fan della pop star a lanciare il movimento #FreeBritney, sostenendo che la loro beniamina è di fatto tenuta prigioniera.
 

Cosa è stato detto in tribunale

Di fronte alla giudice Brenda Penny, gli avvocati di entrambe le parti hanno esposto le proprie ragioni. I legali di Britney Spears sostengono che la loro assistita ha paura del padre e che i due non hanno alcun tipo di conversazione da anni. Hanno anche riportato la testimonianza di Lynne Spears, madre di Britney ed ex moglie di James, che ha definito la relazione tra fra i due come "tossica".
Dal canto loro, i legali di papà dicono che lui non riesce a parlare con la figlia perché gli avvocati di quest'ultima le hanno detto di non farlo. Hanno anche sottolineato che si è mosso per garantire gli interessi di lei e che, per esempio, ora non è più sommersa dai debiti ma può contare su un patrimonio complessivamente in attivo (di circa 60 milioni di dollari, mica poco). Non sono trapelate indiscrezioni intorno alla salute mentale di Britney, il vero bandolo della matassa, ma la decisione della giudice lascia intendere che è stata giudicata ancora grave.

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