Adesso abbiamo capito a chi e a cosa si riferiva Giuseppe Conte quando, all’inizio dell’anno, diceva "ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019": parlava del suo, di 2019. L’ex presunto ‘prestanome’ ha vinto e conquistato tutti. Non è riuscito solo a guidare due governi con due maggioranze diverse, impresa mai riuscita neppure a un Andreotti. È riuscito anche a sedurre gli italiani, o almeno la maggioranza di essi, come dimostrano i sondaggi sul gradimento dei leader politici. Ed è riuscito pure a convincere gli stranieri: sia l’Europa "delle banche e dei burocrati", sia l’America di Trump, il presidente che in teoria dovrebbe essere in sintonia più con un Salvini che con lui.

Leo Turrini, qui a fianco, scrive da maestro sulla rivincita del bon ton nell’epoca del rutto libero. Il successo di questo signore d’altri tempi ci dice che gli italiani apprezzano ancora chi sa essere moderato, ragionevole, rispettoso degli avversari (Conte non ha battuto ciglio, in Senato, nemmeno quando gli urlavano contro); apprezzano chi sa usare i congiuntivi, chi non esalta l’ignoranza come un valore, chi non disprezza l’arte della mediazione.

In tutto questo, Conte ha sconfitto non solo l’ex alleato e poi rivale Matteo Salvini, il quale – tentando di disarcionarlo – è rimasto disarcionato. Ma ha sconfitto, o forse è meglio dire ha seppellito, anche la ‘cultura’, il linguaggio, lo stile, tutta la tradizione della stessa forza politica che lo aveva portato a Palazzo Chigi forse illudendosi di tenerlo a bada. Infatti, tanto è sempre stato aggressivo l’approccio dei grillini, tanto è rispettoso Conte. Forse pochi ricorderanno: ma il 2 giugno 2018, alla sua prima uscita da premier, a un uomo che gli urlò "devi fare piazza pulita, pulisci tutto, ’sti corrotti di merda", Conte rispose deciso: "È sbagliato pensare corrotti di qui e corrotti di là... L’Italia è sana! Ci sono episodi di corruzione che vanno combattuti". Con una frase, l’allora neopremier stava cominciando ad archiviare la stagione dei vaffa e delle forche. Comunque la si pensi su di lui e sul nuovo governo che sta per nascere, questo è un merito che gli va riconosciuto.