Bitcoin (Afp)
Bitcoin (Afp)

Roma, 17 dicembre 2017 - Ha superato i 19 mila dollari e si avvia velocemente verso il tetto dei 20mila. La febbre dei bitcoin continua a salire in attesa di lunedì 18 dicembre quando i future sulla criptomoneta cominceranno a essere scambiati anche al Cme Group (il Chicago Mercantile Exchange), dopo che la Borsa rivale del Cboe li ha lanciati la scorsa settimana. Molte banche, come JPMorgan Chase, Barclays, Morgan Stanley, Societe Generale, Citigroup e Bank of America Merrill Lynch si sono rifiutate da fare da broker del nuovo future, sconsigliandolo ai propri clienti. Il debutto sul Cboe è stato burrascoso, il future è stato sospeso due volte per eccesso di volatilità ma, alla fine, si è rivelato un successo.

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L’arrivo di questi derivati però preoccupa gli addetti ai lavori. Se, da un lato, questi strumenti allargano il mercato dei bitcoin attirando anche gli investitori istituzionali, dall’altro, permettono di andare in short, cioè di scommettere al ribasso sui bitcoin. Si tratta di scommesse vero l'alto o verso il basso sull'andamento del prezzo del sottostante in un arco di tempo determinato. C’è chi ci vede il rischio che si possa additittura pianificare a tavolino lo scoppio della bolla: se le banche volessero, tutte insieme, far crollare il bitcoin, potrebbero farlo attraverso questo strumento. La moltiplicazione di un ‘bene’ per motivi tecnologici limitato (per ora il limite massimo alla produzione è 21 milioni di pezzi) aumenta questo rischio.  Già oggi la criptovaluta è diventata un asset finanziario sui quali si fanno speculazioni e poco liquida. La capitalizzazione di mercato ha ormai superato i 300 miliardi di dollari sugli oltre 500 di tutte le criptovalute messe insieme.

Motivo per cui si moltiplicano gli allarmi. Come quello lanciato da Andrew Bailey, amministratore delegato della Fca, l’autorità di vigilanza sui mercati del Regno Unito, che  ai microfoni della Bbc ha affermato: "Se volete investire nel Bitcoin, preparatevi a perdere tutti i vostri soldi". In Italia si muovono i consumatori, con il Codacons  che ha preparato un esposto a 104 procure della Repubblica di tutta Italia. L'associazione ha chiesto ai magistrati di verificare e identificare coloro che hanno emesso i Bitcoin sul territorio nazionale, i siti web che presentano strategie, trucchi e tools per guadagnare con questo strumento e tutti coloro che la commercializzano senza fornire adeguate garanzie ed informazioni, "accertando a carico di tutti coloro che risulteranno responsabili, alla luce di quanto esposto, ipotesi di manovre speculative ed ipotesi di truffa e truffa aggravata con grave e diretto danno per tutti gli azionisti e correntisti, investitori e risparmiatori ed, in caso affermativo, esperire nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili, l'azione penale”.

Diversi broker italiani, tra cui Fineco e banca Imi, stanno ragionando per capire l'evolversi della situazione, soprattutto riguardo alle garanzie da chiedere ai clienti che vorranno operare sul future del bitcoin utilizzando l'effetto leva, cioè ampliando la forbice tra posizione aperta e capitale investito. La cripotvaluta, infatti, avendo una volatilità altissima con oscillazioni anche del 30% nell'arco di una stessa giornata, impone margini molto alti e quindi gli operatori che devono compensare gli ordini  e garantire la liquidità sono esposti a rischi elevati in caso di default dei trader.