Chicago, 12 dicembre 2017 - Riflettori sui Bitcoin, una volta di più. Da lunedì (o meglio dalla notte di domenica) alla Borsa di Chicago (CBOE) è possibile acquistare titoli basati sul valore della più famosa tra tutte le criptovalute in circolazione. In gergo, la tipologia di strumento finanziario cui verrà associata la moneta digitale si chiama "future". Una volta erano arance (ricordate 'Una Poltrona per due'?), ora sono Bitcoin. Non si parla di titoli convenzionali, ma di derivati, appunto di 'futures'. Ma che cosa sono esattamente? E come funzionano? 

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In breve, si tratta di 'contratti' tramite i quali un investitore si impegna ad acquistare o vendere a un prezzo prefissato, in data futura, una determinata quantità di beni o attività finanziarie. Potenzialmente potrebbero esistere futures per qualsiasi cosa e anche se storicamente sono stati impiegati soprattutto in relazione al valore delle materie prime, oggi vengono emessi anche per bond, azioni e valute. Intuitivamente, i contratti future permettono di 'scommettere' sul valore futuro del bene o attività finanziaria in oggetto. Questo meccanismo svolge  essenzialmente due funzioni: la prima è quella di assicurarsi contro il rischio di fluttuazioni eccessive nel valore del bene in oggetto. Poniamo ad esempio che una grande azienda produttrice di pasta voglia 'coprirsi' contro un aumento eccessivo nei prezzi del grano; tale azienda sarà interessata ad impegnarsi in un contratto 'future' per comprare ad una data futura, una determinata quantità di grano dal fornitore a un prezzo simile a quello attuale. Viceversa, il fornitore del grano sarà interessato a stipulare tale contratto, nella speranza di assicurarsi contro le perdite generate da un improvviso calo nel prezzo del grano. 

L'ASPETTO SPECULATIVO - I contratti futures possono però essere utilizzati anche per effettuare speculazioni redditizie sulle variazioni dei prezzi dei beni o delle attività finanziarie. Utilizzando l'esempio precedente, se il prezzo del grano dovesse aumentare, l'azienda produttrice di pasta si troverebbe fra le mani un contratto che le permetterebbe di acquistare una data quantità di quel bene ad un prezzo inferiore al suo valore di mercato. Tale azienda potrebbe a quel punto decidere di vendere il contratto stesso a qualcuno disposto a pagare di più del suo valore per lucrare sulla differenza. Questo meccanismo ha generato nel tempo un vero e proprio mercato nel quale questi contratti 'futures' vengono scambiati, venduti e acquistati fornendo indicazioni (e influenzando) l'andamento del valore reale di beni e attività finanziarie a essi collegati.

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Nel caso dei Bitcoin vale lo stesso discorso, acquistare e scambiare titoli futures sul loro valore significa scommettere sull'andamento futuro del prezzo della criptovaluta, per guadagnare da o assicurarsi contro, le fluttuazioni. Non è quindi necessario possedere effettivamente dei Bitcoin per scambiare futures legati al loro valore, solo questi infatti saranno commerciabili all'interno di un mercato 'tradizionale' poichè i Bitcoin vengono prodotti e scambiati tramite un sistema completamente diverso e soprattutto non convenzionale che esula dal controllo di un'autorità centrale. 

I primi futures basati sui Bitcoin hanno scadenza a un anno (1 gennaio prossimo) e sono arrivati, in una giornata, a prevedere un valore di 18mila dollari partendo da uno di 15.500 (un aumento del 20% circa), ciò significa che gli acquirenti si aspettano un aumento del valore della criptovaluta o almeno la sua sostanziale stabilità. Ad oggi i Bitcoin valgono intorno ai 18mila dollari, ovvero 18 volte quello che valevano a gennaio dello scorso anno. Il Bitcoin è un fenomeno di cui ormai il mondo della finanza (e non solo) ha preso atto. La criptovaluta, al momento, divide. Per alcuni è il futuro che bussa alla porta, per i più scettici, invece, si tratterebbe di una nuova bolla speculativa destinata prima o poi a scoppiare, come è già successo in più occasioni nella storia della finanza moderna. Nel frattempo, si registrano le critiche della Futures Industry Association, l’associazione che raccoglie i principali operatori coinvolti nel mercato dei futures, che ha lamentato il pericolo insito nella grande volatilità mostrata dal valore dei Bitcoin.