Roma, 14 settembre 2021 - La terza dose almeno 28 giorni dopo la seconda. E' il tassello che mancava e che è stato messo a punto dal ministero della Salute nell'attesa circolare sulla terza dose di vaccino anti-Covid, la cui somministrazione partirà in Italia il 20 settembre, dal titolo "Indicazioni preliminari sulla somministrazione di dosi addizionali e di dosi "booster" nell'ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19".

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Sommario

A chi va la terza dose?

Si parte con una dose "addizionale", ossia, si legge nella circolare ancora non pubblicata, "una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria", per le persone sottoposte a trapianto di organo solido o con marcata compromissione della risposta immunitaria per cause legate alla patologia di base (ad esempio i malati di Aids) o a trattamenti farmacologici e che abbiano già completato il ciclo vaccinale primario, i quali "mostrano un significativo beneficio, in termini di risposta immunitaria, a seguito della somministrazione di una dose aggiuntiva di vaccino".

E tutti gli altri?

Secondo Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico di Tor Vergata, è giusto partire subito con i soggetti fragili e immunodepressi e poi, "a distanza di 9-12 mesi dal termine del ciclo vaccinale previsto con due dosi, anche per il resto della popolazione. Sono infatti comunque favorevole al richiamo per tutta la popolazione". 
Per la vaccinazione anti-Covid, sottolinea l'esperto, "stiamo vedendo che dopo una tempistica di 9-12 mesi il titolo anticorpale tende a non essere più sufficiente. Questo è più che mai valido per i soggetti fragili immunodepressi che, rispondendo meno validamente alla vaccinazione, sono esposti a un decadimento anticorpale molto più rapido e richiedono per questo un richiamo vaccinale in tempi molto più brevi rispetto al resto della popolazione".

Covid, i dati Agenas

Arriva intanto il nuovo monitoraggio dell'Agenas, che confronta i dati del 14 settembre con quelli di ieri. In un quadro di generale stabilità, continua a salire il tasso di terapie intensive occupate da pazienti Covid nelle Marche, ora al 13%, oltre la soglia del 10%, considerato uno dei parametri per il passaggio delle regioni in Zona Gialla. Il valore sale anche in Molise (al 5%) e Veneto (al 6%). Scende invece in Friuli Venezia Giulia (al 5%) Sardegna e Sicilia, portandole al 12%. Rispetto ai normali reparti ospedalieri, la percentuale di posti letto occupati per Covid sale in Friuli (al 4%),scende in Molise (al 5%) e Toscana (7%).