Giovedì 18 Luglio 2024

Omicidio Pescara, il selfie in spiaggia e le foto al parco. Il gip: “Volevano solo far soffrire Thomas e ucciderlo”

Omicidio di Thomas Luciani: convalidato il fermo per i due sospettati, ora in custodia in un Istituto per i Minori. Gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Incaricato il medico legale per l’autopsia sul corpo della vittima

Pescara, 26 giugno 2024 – Il selfie con il pugno sul petto in spiaggia, poco dopo l’omicidio che ha sconvolto Pescara e l’Italia intera. Lo scatto che immortala una follia, per il momento presunta, difficile anche solo da immaginare. Nel giorno in cui arriva la convalida del fermo per i due sedicenni indagati per l’omicidio di Thomas Luciani, dalle carte spunta la foto di uno dei sospettati mentre si ritrae al mare, sul lettino, con atteggiamento fiero. Sono le 18 e 21 di domenica 23 giugno nello stabilimento ‘Croce del Sud’: secondo gli inquirenti quella fotografia è stata scattata dopo l’assassinio di Thomas. Probabilmente anche dopo il bagno in cui, sempre secondo chi indaga, i sospettati avrebbero gettato in mare il pugnale insanguinato usato per compiere il delitto. "L’unico intento era far soffrire Thomas e ucciderlo”, scrive il gip del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila nel provvedimento di convalida. Nel frattempo, le indagini proseguono: oggi il medico legale Cristian D'Ovidio ha preso l’incarico per eseguire l'autopsia sulla salma della vittima (qui gli aggiornamenti). 

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Convalidato il fermo

Oltre a convalidarne il fermo, il gip ha disposto per entrambi gli indagati anche la custodia in un Istituto per i Minori. A quanto si apprende, i due sedicenni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Sono indagati perché  "in concorso tra loro, infliggevano - si legge nel provvedimento dei pm David Mancini e Angela D'Egidio - un totale di circa 25 colpi per mezzo di coltello a Thomas Christopher Luciani, attinto in zone vitali del corpo, cagionandone la morte, arrecando sevizie ed operando con crudeltà agendo su Luciani mediante calci e sputi mentre era riverso sul terreno esanime". Decisivo, nella determinazione della convalida, il fatto che “sussiste concretamente il pericolo di fuga”.

Nel provvedimento, a cui sono allegate diverse fotografie del presunto film del delitto, si trova anche un passaggio sull’autore del selfie in spiaggia, uno dei due fermati: "Seduto in posa su un lettino dello stabilimento balneare, indossava verosimilmente gli abiti indossati dall'omicida così come da narrazione delle testimonianze raccolte".

Il debito di Thomas, che gli doveva circa 240 euro più, pare, la restituzione di un altro prestito di 70 euro, è risolto. "Una questione di rispetto", aveva detto agli amici l’indagato.

Il provvedimento del gip

"Il quadro indiziario fa pertanto risaltare come causa determinante dell'azione sia l'impulso lesivo, quello di provocare sofferenza e uccidere un essere umano, sino quasi a integrare il motivo futile, ossia il motivo meramente apparente e in realtà inesistente, che cela l'unico vero intento, che è quello di cagionare sofferenza e morte", scrive il gip del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila, Roberto Ferrari, nel provvedimento di convalida del fermo dei due 16enni ritenuti responsabili dell'omicidio.

Le foto al parco

Le foto in spiaggia, insieme a quelle al parco, sembrano comporre un film del delitto, la trama di una domenica orribile di un gruppetto di sei amici e conoscenti, due dei quali avrebbero ucciso, con ferocia, Luciani al parco ''Robert Baden Powell''. Per poi comprare 10 euro d'erba da fumare in spiaggia, come si legge nel decreto di fermo. E stipulare una sorta di 'patto del silenzio’: "Mentre camminavamo'' uno degli indagati ha detto ''che questo doveva rimanere tra noi cinque", racconterà agli investigatori uno dei ragazzini presenti ai fatti. Sono anche le immagini ricavate dalle telecamere di videosorveglianza della zona che ricostruiscono la vicenda e inchiodano gli indagati, oltre alle testimonianze raccolte: le ''versioni rese da tutti i testimoni sono concordanti tra loro e con gli elementi oggettivi acquisiti (esame medico legale, telecamere di sorveglianza)'', si legge nel provvedimento.

Il film del delitto

I primi fotogrammi delle 16 e 46, restituiti dalle telecamere di un condominio, erano già emersi ieri: mostrano i ragazzi che si incontrano al parco vicino alla stazione. I due vengono individuati nella vittima e in uno dei due aggressori.

"Giungevano a piedi due ragazzi, uno di corporatura esile indossante un paio di bermuda blu e una felpa con cappuccio di colore bianco e scarpe scure, l'altro molto più alto del primo che indossava una t-shirt di colore nero e delle bermuda scure, un cappellino con visiera tipo baseball e delle scarpe da ginnastica bianche”. I ragazzi “dopo aver percorso il viale del parco si andavano a posizionare vicino a dei tronchi di albero posizionati davanti a un campetto-area da gioco".

Poco dopo arrivano gli altri ragazzi del gruppo. "Uno dei cinque, indossante una maglia di colore rosso si alzava dalla panchina e raggiungeva i primi due ragazzi. Lo stesso ragazzo tornava sui suoi passi raggiungendo di nuovo i quattro ragazzi vicino alla panchina e solo dopo alcuni minuti tutto il gruppo raggiungeva il ragazzo con la felpa bianca e quello indossante la maglia nera. Dopo alcuni secondi il ragazzo con la felpa bianca rientrava nella vegetazione dietro il campetto in compagnia del ragazzo con la t-shirt nera e dopo alcuni minuti i due ragazzi venivano seguiti da altri quattro nella vegetazione (uno era quello indossante la t-shirt rossa, un altro indossante una maglietta chiara e bermuda chiari, e due ragazzi vestiti in modo identico con t-shirt nera e pantaloncini bianchi)".

Poi il momento considerato cruciale da chi indaga. "Dalla vegetazione si vedevano riuscire i ragazzi a uno a uno e per ultimo alle ore 17:21 usciva un ragazzo alto con capello scuro con visiera tipo baseball un paio di bermuda scure e una canottiera nera con scritta bianca sulla parte frontale e sui fianchi e delle scarpe bianche che si incamminava lungo il vialetto parallelo alla via Raffaello Sanzio, in direzione nord". "Dalla vegetazione - annotano gli inquirenti - il ragazzo con la felpa bianca e le bermuda blu, poi identificato in Thomas Christopher Luciani, non si vedrà più uscire".

Il fratello di un indagato

"Deve pagare fino alla fine per quello che ha fatto. Nessuno sconto di pena”. Sono le parole riferite ieri, in un’intervista al Tg1, dal fratello di uno dei due ragazzi fermati per l’omicidio di Pescara. “Gli vorrò sempre bene – ha detto -, però deve pagare il giusto, negli istituti in cui può essere aiutato”. E ha aggiunto: “Io devo fare i conti con la ferocia e l’indifferenza di cui parlano le indagini. E piango per Thomas perché lui non c’è più”. 

Il legale della famiglia di Thomas

"Abbiamo la massima fiducia nella giustizia e nelle istituzioni tutte. La famiglia è stravolta". Lo ha detto l'avvocato Giacomo Marganella, legale della famiglia della vittima. "Attendiamo gli esiti dell'autopsia e verificheremo poi il da farsi", ha aggiunto.

Nel pomeriggio, davanti all'ingresso del parco 'Baden Powell', è apparso un grande striscione con la scritta 'Crox vive’. A lasciarlo, in memoria della giovane vittima, sono stati probabilmente amici e conoscenti. Intanto prosegue il viavai di cittadini sul luogo del delitto: ora dopo ora, aumentano i fiori e i biglietti lasciati sul recinto dell'area verde. In serata al parco Baden Powell, teatro dell’omicidio, si tiene una fiaccolata per ricordare Thomas.