Immagina la situazione: sei un medico che lavora nell'ospedale di una grande città, ma il laboratorio che ti serve urgentemente si trova in un altro ospedale, a diversi chilometri di distanza. Normalmente il campione da analizzare sarebbe inviato su ruote, sfidando il traffico metropolitano, gli ingorghi e il rischio di incidenti. A meno di non avere a disposizione un drone appositamente progettato per l'occasione: è quello che è stato costruito dalla californiana Matternet e che sta per essere sperimentato su vasta scala in Svizzera, durante il mese di ottobre.

COME FUNZIONA IL DRONE

L'idea è di attrezzare una serie di strutture con quella che viene chiamata Matternet Station, vale a dire una piattaforma grande circa un metro quadrato sulla quale far decollare oppure atterrare un drone. Quest'ultimo è attrezzato con un sistema di stoccaggio per il materiale medico e con un sistema di sicurezza che permette l'accesso a ciò che viene trasportato solamente alle persone autorizzate. Nello specifico, a coloro che utilizzano una determinata app.

IL VIDEO DIMOSTRATIVO



COME AVVERRÀ LA SPERIMENTAZIONE
A marzo del 2017 il governo svizzero ha autorizzato Matternet a installare un network per il funzionamento dei droni e ha concesso loro di volare sopra aree urbane densamente abitate. Ora il sistema è completo e pronto per essere sperimentato su tutto il territorio svizzero. Andreas Raptopoulos, CEO di Matternet, promette che "il materiale medico potrà essere trasportato presso ogni struttura ospedaliera entro trenta minuti". Con una sensibile riduzione dei tempi, ma anche dei costi di trasporto. Per esempio, non è necessario avere personale qualificato che presiede fisicamente all'operazione: basta che ci sia qualcuno alla partenza e all'arrivo, in mezzo ci pensa la tecnologia.

POSSIBILI SVILUPPI FUTURI

L'intenzione di Raptopoulos è di potenziare e ampliare il trasporto via droni nell'arco del 2018, per poi proporre questa soluzione anche ad altri paesi, siano essi tecnologicamente avanzati come la Svizzera oppure arretrati come alcune regioni africane, dove questo tipo di soluzione potrebbe rivelarsi ancora più utile, considerata la precarietà dei collegamenti stradali.

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