Chat Gpt: cerchiamo di capirne di più con un esperto

Abbiamo parlato dell'applicazione di intelligenza artificiale più popolare e discussa del momento con un esperto per provare a capire bene cos'è, cosa possiamo farci e perché fa paura ad alcuni

Andrea Boscaro, esperto di digitale

Andrea Boscaro, esperto di digitale

Potreste aver sentito parlare di Chat GPT, anzi è praticamente impossible che non vi sia accaduto in queste ultime settimane. Alcuni l'hanno definita senza mezzi termini "La tecnologia di intelligenza artificiale più rivoluzionaria degli ultimi anni". Altri, come il colosso Google, la temono perché potrebbe minare il primato del più popolare motore di ricerca del mondo. Ma come funziona esattamente Chat GPT, cos'è effettivamente e cosa rende diversa questa applicazione dalle decine di altre già esistenti? Abbiamo fatto una serie di domande ad Andrea Boscaro, "Partner The Vortex" (società di formazione dedicata al marketing digitale) autore di diversi libri sui temi del digitale e formatore legato ai temi dell'e-business, dei social media e dell'editoria digitale per provare a capire definitivamente tutto quello che bisogna sapere su Chat GPT e sul suo funzionamento.

Chat GPT e in generale l‘intelligenza artificiale sono la prossima frontiera tecnologica: quali saranno le principali applicazioni in cui li vedremo applicati in maniera massiccia? L’esperienza offerta all’utente da Chat GPT è ancora embrionale: il modo più efficace per ottenere risposte appropriate non è formulare domande, ma “avviare prompt” ovvero lanciare schemi di istruzione in modo standardizzato così da aiutare la macchina a capire. Allo stesso modo, è opportuno usare le applicazioni di Chat GPT nell’ambito di servizi già esistenti: ad esempio per avere trascrizioni e riassunti di video YouTube si può adottare la relativa estensione per il proprio browser. Nel futuro, l’IA sarà embeddata nella maggior parte dei servizi di produttività personale - come il pacchetto di Microsoft Office - e di utilizzo della Rete e migliorerà la comunicazione uomo - macchina in svariati campi di applicazione. L’intelligenza artificiale spaventa però anche molto. Si teme che entro pochi anni sostituirà le persone in molte attività. Rischio concreto oppure no? Un sistema addestrato sul linguaggio, benché tale allenamento abbia coinvolto 75 terabyte di dati e informazioni, non può sostituire la conoscenza umana che si avvale di molti altri modi e sensi per apprendere e per comprendere. Occorre però riconoscere che dopo anni in cui si è pensato che l'automazione avrebbe avuto un impatto solo sul lavoro manuale. oggi si capisce che anche il lavoro intellettuale non può esserne esente. Tale lavoro ne sarà vittima se non sarà formato per avvalersene con perizia, per verificarne l’apporto, per subordinarlo ad obiettivi concreti ed efficaci.   La ricerca ICT e la tecnologia stanno portando ad una crescita dell’AI che non sembra fermarsi, ma qual è il rapporto tra intelligenza artificiale ed etica? Tre grandi progetti di IA - BlenderBot3 di Meta, LaMDA di Google e Tay di Microsoft - sono stati accusati di razzismo proprio perché, non incorporando i valori umani della tolleranza e della libertà - apprendevano dalle istruzioni che venivano loro date dagli utenti e davano risposte inaccettabili. Pare che Chat GPT abbia ricevuto una programmazione più sofisticata. L’etica della IA ha un campo di applicazione più complesso però perchè, per esempio nei progetti legati alle auto con guida senza conducente, è chiamata a decidere chi investire in un possibile incidente e queste scelte, che oggi sono demandate al singolo individuo, presentano problemi non solo di ordine tecnologico, ma anche legale e ancor più, appunto, morale. Google sembra essere spaventato da Chat GPT: può aiutarci a capire bene per quale motivo? Google, in molti suoi progetti, per esempio quelli legati alla salute, usa l’IA è anche il motore di ricerca ne incorpora la tecnologia per offrirci risultati a fronte di ricerche che, in misura del 15% su base giornaliera, non sono mai state fatte prima. Ci offre risultati che noi dobbiamo non solo vagliare, ma anche valutare per distinguerli da quelli frutto di inserzioni pubblicitarie. Chat GPT, soprattutto se usiamo l’estensione che la rende disponibile proprio sul motore di ricerca, ci dà il risultato, senza attese o distrazioni. Google non può non essere preoccupato, ma anche noi dobbiamo essere avvertiti del fatto che in ogni caso tale risposta richiede spirito critico e curiosità ad approfondire. Già si parla, sempre in riferimento all’intelligenza artificiale, di “macchine autocoscienti”. Cosa vuol dire esattamente? Dobbiamo esserne preoccupati? Autocoscienza significa consapevolezza di sè, capacità di provare esperienze, agire in ragione di cause. Chat GPT si fonda su correlazioni statistiche fra parole e, nel dare risultati, le combina in modo probabilistico senza alcun attributo di questo tipo. Se le si chiede quanto fa 10+10 e, alla sua risposta 20, la si incalza dicendo che ha sbagliato, continuerà a dire 20, ma si scuserà per l’errore. Proprio perché, statisticamente, parole di scuse seguono parole di accusa. IA imita l’umano e ricade dunque ancora pienamente sotto la nostra responsabilità.

Perché l’avvento massiccio dell’AI è inevitabile? Perché, come direbbe il filosofo Cosimo Accoto, viviamo già nell’Era della Simulazione: una sedia, un gioiello, un macchinario prima di esistere nella realtà fisica, sono stati progettati come file digitali. In quanto tali possono dunque avvalersi fin dalla loro creazione di funzionalità basate sulla IA e, se sono oggetti connessi in Rete, incorporarla sia nel rapporto uomo - macchina sia nel rapporto macchina - macchina.  Un altro mondo preoccupato da Chat GPT e dai sistemi simili a questo è quello della scuola. Perché? Come cambierà l’insegnamento grazie ad applicazioni come chat GPT? Chat GPT ha passato un esame post-universitario dato da un professore dell’Università di Wharton ed è comprensibile che, in questa fase, alcune scuole - come alcuni istituti di New York - l’abbiano proibito. L’efficacia con cui risponde a domande e la capacità che dimostra di scrivere elaborati sono sorprendenti: al contempo presentano il rischio sia di ridurre lo spirito critico che il pensiero creativo che la scuola deve insegnare. La maturità di IA passerà anche attraverso l’individuazione di percorsi scolastici e formativi che coniughino le opportunità della tecnologia con il riconoscimento dei suoi limiti e dei suoi rischi. Qualcuno teorizza che le prossime generazioni, grazie (o per colpa) dell’AI non svilupperanno più alcune capacità intellettive perché il cervello diverrà sempre più pigro? È un’esagerazione? Nonostante il tempo passato su TikTok o Fortnite, ho difficoltà a credere che i ragazzi di oggi abbiano capacità intellettive inferiori alle generazioni passate. Penso che abbiano capacità diverse, per certi versi più efficaci nell’individuare soluzioni proprio come fa un gamer che deve salire di livello in un videogioco. Da capo scout, non posso però che auspicare che la diffusione di IA si completi non solo con un’appropriata formazione ad avvalersene, ma anche con un’equilibrata valorizzazione dell’abilità manuale, della vita nella natura, della crescita con gli altri. E con l’esempio, da parte degli adulti, di un uso maturo della tecnologia. Sintetizzando, quali sono secondo lei i principali rischi e quali i più grandi vantaggi dell’intelligenza artificiali e di applicazioni come Chat GPT? Chat GPT e gli altri strumenti basati su IA possono estendere la possibilità, per i singoli individui, per le imprese e per le organizzazioni, di accedere ad opportunità che finora, per ragioni di tempi e costi, non sono state contemplate. Sul fronte della ricerca, della comunicazione, della programmazione, dell’assistenza al cliente si tratta dunque di un orizzonte nuovo e affascinante. Se verrà vissuto come un modo per ridurre i costi del personale, anziché come un’occasione per averne una produttività più elevata, allora rappresenterà un rischio di cui non potrà non farsi carico la comunità nel suo insieme.