Roglic e Nibali (Ansa)
Roglic e Nibali (Ansa)

Ceresole Reale (Torino), 24 maggio 2019 - Sembra rilassato sul sedile del minivan che deve riportarlo in albergo. Ma appena gli si avvicina un microfono, Vincenzo Nibali esplode: accanto al fido massaggiatore Pallini, spiega cosa è successo con Roglic in corsa e pure dopo il traguardo, quando non ha dato la mano al rivale che gliela porgeva.

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"Roglic, Zakarin, Mollema. Meglio così: almeno gli altri prendono un po’ di responsabilità della corsa e che oggi gli ho detto: ascolta Roglic se vuoi venire a fare una foto a casa mia ti faccio vedere la mia bacheca dei trofei quando vuoi, tanto io non ho bisogno di dimostrare niente. Allora poi lui ha capito che non facevo niente, che mi ero un po’ stufato dell’atteggiamento che aveva e allora poi si è messo a lavorare. Però penso che se lui vuole vincere questo Giro non è il modo in cui deve correre", racconta Nibali. Che sulla tappa stila un bilancio in attivo: "Noi abbiamo fatto vedere che ci siamo, poi abbiamo fatto un grandissimo lavoro con la squadra, Pozzovivo è stato veramente grandioso e nient’altro. Per me va bene così, oggi è stata una giornata sicuramente non semplice e la classifica ha subìto dei cambiamenti però anche dei corridori che erano davanti oggi hanno speso tantissimo perché è stata una giornata davvero faticosa dalla partenza fino alla fine".

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