Beppe Marotta (Ansa)
Beppe Marotta (Ansa)

L'urna di Istanbul non è stata molto clemente con le squadre italiane impegnate in Champions League. Si comincia dal Gruppo B, nel quale il Milan dovrà vedersela con Atletico Madrid, Liverpool e Porto e si prosegue con il Gruppo D, una sorta di revival per l'Inter, impegnata come un anno fa con Real Madrid e Shakhtar Donetsk: la novità è la matricola Sheriff Tiraspol. Duro anche il Gruppo F, che contiene Atalanta, Villarreal, Manchester United e Young Boys, mentre è apparentemente più semplice il Gruppo H, dove la Juventus dovrà sfidare Chelsea, Zenit San Pietroburgo e Malmo.
 

Inter

La voce nerazzurra del post sorteggio ai microfoni di Sky Sport è stata quella dell'amministratore delegato Beppe Marotta, che ha innanzitutto tracciato le differenze principali tra campionato e Champions League. "A differenza della Serie A, in Europa non sempre vince la più forte: ci sono condizionamenti vari come gli infortuni, il clima o il momento della stagione in cui si incontrano gli avversari. A tal proposito, per noi sarà sicuramente strano affrontare due squadre già incontrate l'anno scorso. Ci saranno poi lo Shakthar di De Zerbi e lo Sheriff, la prima formazione moldava a qualificarsi in Champions, oltre al 'solito' Real Madrid: portare via punti dal Bernabeu è un'impresa sempre durissima". Infine, una parentesi sul mercato. "La proprietà ci ha chiesto di reperire risorse finanziare e lo abbiamo fatto anche grazie a circostanze favorevoli: il nostro mercato in entrata è chiuso e sostituire giocatori come Hakimi e Lukaku non è stato facile - ammette Marotta - ma la priorità era mettere in sicurezza il club, per cui siamo sicuri che i tifosi, confortati dall'arrivo di un grande allenatore come Inzaghi, capiranno".
 

Milan

 A parlare in casa Milan è invece il vicepresidente onorario Franco Baresi, che ha commentato un sorteggio tutt'altro che fortunato. "Partendo dalla quarta fascia serviva un miracolo per evitare le squadre più forti: tuttavia, torniamo in Champions dopo 7 anni e ci prepareremo a un girone del genere forti dell'entusiasmo e della consapevolezza nei nostri mezzi". Si passa poi a una rassegna dei singoli avversari. "L'Atletico è quella che in teoria dovrebbe fare più paura, ma non tralascerei neanche Porto e Liverpool, di cui conosciamo bene le caratteristiche. Anche noi però abbiamo delle carte importanti da giocare: dall'entusiasmo di chi la Champions non l'ha mai disputata all'esperienza di elementi come Ibrahimovic, Kjaer e Kessié, anche se il nostro vero 'leader' rimane il gioco".
 

Atalanta

 La voce dell'Atalanta è affidata al direttore generale Umberto Marino, che si esprime senza mezzi termini ma con qualche metafora. "Poteva andare meglio ma anche peggio. Il nostro girone lo considero di valore intermedio: il Villarreal ha vinto l'Europa League e il Manchester United appartiene alla storia del calcio, ma di sicuro se vogliamo vedere l'arcobaleno dobbiamo abituarci ai temporali e alle piogge. Per noi sarà il terzo anno in Champions League e, in rapporto ai valori economici del nostro club e di quelli delle altre società che sono in questa competizione, è un miracolo. Siamo orgogliosi di quanto stiamo facendo - conclude Marino - e proveremo a confermarci facendo valere la filosofia di Gasperini su ogni campo".

Juventus

 Il commento della Juventus è stato affidato alle pagine del portale ufficiale del club, dove è intervenuto il vicepresidente Pavel Nedved. "Quest'anno ci sono tanti gironi equilibrati, compreso il nostro: conosciamo la forza del Chelsea, ma non bisogna sottovalutare neanche Zenit e Malmo, che sono due ottime squadre. Per accedere alla fase a eliminazione diretta, ossia il nostro obiettivo, sappiamo che non dobbiamo fidarci di alcun avversario". Chissà se i bianconeri potranno ancora contare su Cristiano Ronaldo, al centro di una grande bagarre di fine mercato: una certezza però c'è e si chiama Allegri. "La Champions è una competizione dove sono i dettagli a fare la differenza: sappiamo che il nostro mister li curerà in quello che è il nuovo progetto appena iniziato in cui sarà anche l'entusiasmo ad avere un suo peso specifico".

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