Luciano Spalletti (Ansa)
Luciano Spalletti (Ansa)

Napoli, 21 agosto 2021 - Riparte il campionato e, con esso, ricominciano le conferenze stampa del Napoli: almeno fino a diverso ordine di Aurelio De Laurentiis. Intanto Luciano Spalletti ha approfittato dei microfoni accesi a Castel Volturno per presentare la gara d'esordio contro il Venezia. E non solo, visto che il tasto mercato è stato uno dei più battuti.

L'ottimismo di Spalletti

 A tal riguardo, due nomi su tutti: Lorenzo Insigne e Kostas Manolas. "Il capitano non mi sembra turbato dalle varie voci che si leggono sul suo conto. Sia per lui sia per il difensore greco voglio essere ottimista e pensare che alla fine nella squadra che ho immaginato quando sono arrivato qui possano continuare e esserci entrambi". Chi non c'è, almeno per ora, è il tanto agognato laterale mancino: sempre ammesso che Juan Jesus, l'unico acquisto messo a referto dal club partenopeo, non possa essere considerato tale. "Il brasiliano lo conosco da tempo, sia come giocatore sia come persona: è stata un'occasione importante che Cristiano Giuntoli ha saputo cogliere, dato che potrà giocare anche sulla corsia sinistra, oltre che appunto al centro. Considerando l'intera rosa - continua Spalletti - non vedo alcuna emergenza terzini: io complessivamente ne conto 4-5 e, in generale, penso che la politica delle lamentele non porti alcun frutto in classifica". Quelli potrebbe portarli Victor Osimhen, chiamato a vivere la stagione della sua definitiva consacrazione. "So che molti personaggi prestigiosi del mondo del calcio lo reputano potenzialmente devastante: si tratta di un attaccante che paradossalmente devo tenere a freno, perché tende a voler andare su tutti i palloni, rischiando anche di prestare i piedi agli esterni".

Una meta comune 

Dopo la rassegna sui singoli, Spalletti torna a parlare di un gruppo da cui tutti, tifosi e non, nel campionato alle porte si aspettano tanto. "Conosciamo la strada da percorrere e soprattutto dove vogliamo arrivare: è la stessa 'destinazione' che sognano i nostri sostenitori, ma per coronare questo desiderio bisogna procedere con calma, oltre che dimostrando l'attaccamento alla maglia con il lavoro". Dopo aver fatto il 'pompiere', il tecnico toscano chiude la conferenza facendo un primo bilancio dei mesi iniziali della sua avventura all'ombra del Vesuvio. "Ho trovato un ambiente splendido e una città fantastica: quanto alla squadra, sono rimasto colpito positivamente dalla duttilità tattica che le consente di passare senza problemi dal 4-2-3-1 al 4-3-3, oltre alla qualità dei singoli".

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