Luciano Spalletti (Ansa)
Luciano Spalletti (Ansa)

Napoli, 27 maggio 2021 - Luciano Spalletti si avvicina sempre di più alla panchina azzurra, al punto che l'annuncio ufficiale è atteso a stretto giro di posta. Intanto, un'intera tifoseria comincia a immaginarsi il Napoli che sarà, a cominciare dal modulo.

Esterni determinanti

In tal senso la rivoluzione dovrebbe essere minima: si passerebbe praticamente dal 4-2-3-1 di Gennaro Gattuso al 4-2-3-1 di Spalletti. Le differenze potrebbero albergare nella ricerca di una maggiore costruzione dal basso da parte del futuro allenatore azzurro: proprio quella costruzione dal basso finita così tanto nell'occhio del ciclone nelle ultime stagioni a causa dei tanti danni che pare aver causato al calcio italiano. Certo, molto dipenderà anche dagli interpreti: su tutti, parlando della difesa, dalla permanenza o meno di Kalidou Koulibaly. Per il resto il gioco proposto di solito proposto dal tecnico toscano non si discosta molto da quello che ha mostrato il Napoli in particolare nella cavalcata (quasi) perfetta del girone di ritorno, quando a salire in cattedra per trascinare la squadra sono stati gli esterni. Da Hirving Lozano, almeno prima dei tanti problemi fisici accusati, a Lorenzo Insigne, invece sempre costante nel rendimento in quella che, reti realizzate alla mano, è stata la sua migliore stagione in carriera: senza dimenticare Matteo Politano, l'unico giocatore che Spalletti ha già allenatore nella parentesi non certo indimenticabile di entrambi all'Inter.

Il 'normalizzatore'

Insomma, il tecnico toscano non sarà più quello del calcio champagne sciorinato ai tempi della prima avventura alla Roma, ma di certo non si può parlare di un allenatore difensivista o comunque poco propenso allo spettacolo come probabilmente sarebbe stato Sergio Conceicao, colui che per un giorno è stato (molto) virtualmente la nuova guida del Napoli. Quella reale, a meno di altri colpi di scena che non stanno mancando nell'immenso valzer della panchine che sta coinvolgendo quasi tutte le formazioni di Serie A, sarà Spalletti, diventato nelle ultime stagioni una sorta di 'normalizzatore' di situazioni non proprio ottimali. Praticamente lo scenario che l'allenatore di Certaldo troverà a Napoli, tra scorie per la delusione di una Champions sfumata all'ultima curva, giocatori dal futuro contrattuale incerto e altri con le valigie in mano. Da qui la scelta di Aurelio De Laurentiis: non l'entusiasmo di un ambiente forse già troppo frizzantino, ma la mano saggia di chi in carriera si è trovato a gestire spogliatoi ben più esagitati.

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