Il contatto tra Manolas e Haraslin che ha portato al rigore del 3-3 (Ansa)
Il contatto tra Manolas e Haraslin che ha portato al rigore del 3-3 (Ansa)

Napoli, 4 marzo 2021 - C'era una volta un Napoli corsaro che si imponeva su quasi tutti i campi, in Italia e on solo: poteva succedere anche al Mapei Stadium di Reggio Emilia ma poi, proprio a ridosso del triplice fischio, una leggerezza del rientrante Manolas ha offerto al Sassuolo l'occasione di inchiodare il risultato su un 3-3 finale che riapre le crepe mai totalmente sanate della crisi.

La furia del capitano

Lo squarcio principale, come spesso succede quando all'ombra del Vesuvio tira una brutta aria, porta il nome di Insigne, ieri a dir poco furibondo al termine di una partita in cui aveva trovato due volte la via delle rete: una dagli undici metri (sorte che nella stessa gara è toccata a Berardi e, appunto, Caputo in zona Cesarini) e un'altra con un fantastico destro a giro cancellato solo da un fuorigioco millimetrico. Difficile però appellarsi alla sfortuna in un match folle su entrambi i fronti e 'vinto' dai neroverdi per quanto riguarda il conto dei legni colpiti (i protagonisti, manco a dirlo, ancora Berardi e Caputo). Dopo questa sequenza di malasorte piovuta sulla banda De Zerbi il Napoli era riuscito nell'impresa di pareggiare con la zampata di Di Lorenzo, servito da uno slalom speciale a sinistra del solito Insigne (non ancora furioso): a questo punto, la rimonta al goffo autogol di Maksimovic cominciata dal gran mancino di Zielinski era stata completata. Poi, il resto: quel resto che ha mandato su tutte le furie il capitano azzurro, con tanto di labiale non proprio dolce verso il resto della squadra. Come da protocollo (altra parola negli ultimi mesi piuttosto ricorrente nel capoluogo campano) il club ha smentito qualsiasi attrito tra il folletto di Frattamaggiore e il resto della truppa, ma la sostanza non cambia: il Napoli esce con un solo punto dal Mapei Stadium e lo fa al termine di una gara che, episodi alla mano, lascia l'amaro in bocca a entrambe le contendenti.

Un brutto trend esterno

 La differenza sostanziale la fanno la classifica e le aspettative, entrambe castigate dall'ennesimo passo falso di una squadra che non riesce proprio a spiccare il volo specialmente in trasferta. Basti pensare ai 17 gol subiti nelle ultime 6 gare giocate lontano dal Maradona, per giunta nella stagione in cui gli stadi sono deserti e quindi senza la cappa della tifoseria avversa. Che sia appunto la mancanza di concentrazione e stimoli uno dei tanti problemi in casa Napoli? Al dottor Gattuso il compito di effettuare l'ennesima diagnosi su un paziente che di guarire proprio non ne vuole sapere.Leggi anche - Juventus, Buffon: "Non giocherò oltre il 2023"