Steph Curry (LaPresse)
Steph Curry (LaPresse)

Cleveland (Stati Uniti), 6 novembre 2018 – Poco meno di cinque mesi fa la partita andata in scena alla Quicìken Loans Arena tra i Cleveland Cavaliers padroni di casa e i Golden State Warriors metteva in palio un titolo NBA. La posta in palio del medesimo match andato in scena sempre in Ohio – al netto di un LeBron James in meno in campo – era invece ovviamente molto meno prestigiosa ma il risultato finale è stato più o meno lo stesso perché a vincere, con un perentorio 129-105, sono stati i californiani, guidati dall’ennesima impressionante prestazione di Steph Curry che ha dimostrato di essere sempre più vicino alla forma migliore, chiudendo con un bottino di 42 punti e trascinando l’attacco degli ospiti, in cui si è messo in luce anche Kevin Durant (25 punti, 10 rimbalzi e 9 assist) eroe di quella gara 4 che regalò il sesto titolo della sua storia a Golden State. I Cavs da canto loro hanno provato a metter paura agli avversari con un parziale di 39-27 messo a segno nel secondo quarto, che li ha portati a +6 all’intervallo lungo, ma in uscita dagli spogliatoi è venuto fuori tutta la qualità di Golden State che ha chiuso i conti con un devastante 71-41 siglato in soli 24’. Questa vittoria proietta gli Warriors a quota 17 successi, gli stessi racimolati dai Denver Nuggets primi della classe che stanotte hanno vinto 124-118 ad Orlando dopo un supplementare: la gara è rimasta a lungo sul filo dell’equilibrio e a portarla all’overtime ci ha pensato Terrence Ross con una tripla a 7.1 secondi dalla fine. Nei 5’ conclusivi però la luce dell’attacco dei Magic si è spenta e sono saliti in cattedra Murray (31 punti) e Millsap (18 punti e 8 rimbalzi) che hanno chiuso i conti.

Nel frattempo nel quartetto che punta allo scettro della Western Conference si sono inseriti anche gli Oklahoma City Thunder che, dopo un avvio di stagione complicato, si sono rialzati e questa notte hanno conquistato il sedicesimo sigillo piegando 114-112 i Brooklyn Nets dopo aver recuperato ben 20 lunghezze di svantaggio nel solo ultimo quarto. Il merito di questa rimonta a dir poco clamorosa va per gran parte ascritto a Paul George che nei 12’ conclusivi si è scatenato mandando a bersaglio 25 dei suoi 47 punti totali. Sua è stata anche la bomba che a 3” dalla fine ha permesso ad OKC di mettere definitivamente la testa avanti. Serata da dimenticare invece per i Los Angeles Clippers che, nonostante i 17 punti di Danilo Gallinari, hanno perso 96-86 in casa dei Memphis Grizzlies. I californiani hanno pagato a caro prezzo il disastroso 33.8% dal campo, le 19 palle perse e anche il 27-17 di parziale incassato nel quarto quarto e ispirato dalle giocate di Mike Conley (22 punti). Per una Los Angeles che stenta, almeno per una notte, ce n’è una che viaggia spedita ed è quella dei Lakers che allo Staples Center hanno battuto 121-113 i San Antonio Spurs, sempre più in crisi di risultati (quattro ko nelle ultime cinque gare). Mattatore del match è stato LeBron James che nel quarto quarto è salito in cattedra siglando 20 dei suoi 42 punti totali ma soprattutto due triple di importanza capitale che hanno mandato ko i texani a cui non sono bastati i 32 punti di DeMar DeRozan e i 31 di Rudy Gay. Ad Est è invece arrivata l’ennesima vittoria dei Toronto Raptors che hanno sconfitto 113-102 i Philadelphia 76ers grazie alla grande prova di Kawhi Leonard che ha siglato 36 punti e raccolto 9 rimbalzi, vincendo la battaglia a distanza con Jimmy Butler (38 punti e 10 rimbalzi). Infine hanno vinto anche i Washington Wizards (131-117 contro gli Atlanta Hawks), i Minnesota Timberwolves (121-104 contro gli Charlotte Hornets), i New Orleans Pelicans (132-106 contro i Dallas Mavericks) e i Milwaukee Bucks che hanno strapazzato 115-92 i Detroit Pistons.