Cinque curiosità sugli Oscar 2019
Cinque curiosità sugli Oscar 2019
Il 24 febbraio sapremo quali sono i vincitori della notte degli Oscar 2019. In attesa di conoscere i verdetti, ecco cinque curiosità su questa edizione ormai alle porte, da spendere magari in qualche discussione con gli amici per fare bella figura.

91ESIMA EDIZIONE: FACCIAMO I CONTI
Quella che si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles è, numeri alla mano, la novantunesima edizione degli Oscar. La tradizione, iniziata nel 1929 si è ripetuta di anno in anno con la sola eccezione del 1933, in cui l'evento non ebbe per luogo per l'eccessiva vicinanza con l'edizione 1932, celebrata nel mese di novembre. Se vi state chiedendo come possano tornare i conti, questa è la tessera del puzzle che vi manca: nel 1930 gli Academy Awards raddoppiarono, andando in scena ad aprile (premiati i film della stagione '28/'29) e poi subito a novembre (premiati i film del '29/'30).

SENZA PRESENTATORE
A trent'anni di distanza dall'ultima volta in cui è accaduto, sul palco degli Academy Awards 2019 non ci sarà un presentatore fisso, bensì una serie di vip che si avvicenderanno per proclamare i vincitori. Inizialmente la conduzione della serata era stata affidata a Kevin Hart, finito però nell'occhio del ciclone per alcuni tweet omofobi postati da lui in passato. Il successivo tira e molla tra il comico statunitense e l'Academy, che pretendeva le sue scuse ufficiali, si è concluso con la rinuncia dell'incarico, nonostante il tentativo di mediazione di Ellen DeGeneres.

IL RECORD DI CUARON, MA NON SOLO
Delle 10 nomination del film 'Roma' (tante quante 'La Favorita'), quattro portano la firma diretta di Alfonso Cuaron, che si ritrova contemporaneamente in corsa nelle categorie miglior film (in qualità di produttore), regia, sceneggiatura e fotografia. Il cinquantasettenne messicano ha così eguagliato i record di Orson Welles e Warren Beatty, che in passato avevano ottenuto lo stesso prestigioso risultato ( per approfondire: leggi qui).

L'edizione 2019 è anche quella delle "prime volte" tra i candidati al miglior film: la prima volta di una pellicola targata Netflix (' Roma', per l'appunto) e la prima volta di un film di supereroi, in questo caso grazie a 'Black Panther'.

GRAZIE, GRAZIE, E ANCORA GRAZIE
Anche quest'anno tutti i premiati avranno a disposizione non più di 45 secondi per i loro discorsi di ringraziamento. La "colpa" di tanta fretta è di Greer Garson, che nel 1943, dopo avere vinto la statuetta di migliore attrice per la 'La signora Miniver', rimase davanti al microfono per quasi sei minuti, circostanza che suggerì agli organizzatori di imporre un tempo limite.

Rimane da vedere se qualcuno riuscirà a battere il record di brevità di Alfred Hitchcock, che nel 1968, ritirando il Premio alla memoria Irving G. Thalberg, prese alla lettera il protocollo limitandosi a uno sbrigativo "Thank you". O in alternativa, a superare il primato di clic di Leonardo DiCaprio, il cui discorso ambientalista a margine della vittoria del 2016 per 'Revenant - Redivivo' è stato rivisto su YouTube oltre 18 milioni di volte.

OSCAR DURANTE LA PUBBLICITÀ, ANZI NO
Questa edizione degli Oscar verrà sicuramente ricordata per le polemiche scatenate dalla decisione degli organizzatori di "oscurare" quattro premi (miglior fotografia, montaggio, trucco e miglior corto con attori in carne e ossa), assegnandoli durante la fascia pubblicitaria. La scelta è stata ritenuta un insulto dal numerose star del settore, tra cui ad esempio Tarantino e Scorsese, che hanno firmato un appello infuocato, costringendo infine l'Academy al dietrofront.