‘Imprese Vincenti 2021’, terza edizione del programma di Intesa Sanpaolo per la valorizzazione delle Pmi, dedica una tappa del digital tour all’agroalimentare. Al centro della quarta tappa, la capacità di rispondere alla crisi causata dalla pandemia grazie a qualità e strategie innovative. E la messa a fuoco delle sfide per il futuro. "L’agroalimentare – dice Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei territori Intesa Sanpaolo – è un settore trainante dell’economia. Produzioni certificate, biodiversità, ricerca della qualità e della sostenibilità...

‘Imprese Vincenti 2021’, terza edizione del programma di Intesa Sanpaolo per la valorizzazione delle Pmi, dedica una tappa del digital tour all’agroalimentare. Al centro della quarta tappa, la capacità di rispondere alla crisi causata dalla pandemia grazie a qualità e strategie innovative. E la messa a fuoco delle sfide per il futuro. "L’agroalimentare – dice Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei territori Intesa Sanpaolo – è un settore trainante dell’economia. Produzioni certificate, biodiversità, ricerca della qualità e della sostenibilità in un mix di tradizione e innovazione ci pongono fra i primi nel mondo".

Nella tappa dedicata all’agroalimentare, vengono presentate 14 PMI vincenti per le strategie sviluppate in questo particolare contesto economico: Agras Delic (Milano), F.lli Passarella (Vicenza), G.E.I. (Torino), Integrus (Treviso), Italiana Confetti (Napoli), La Zootecnica Group (Pavia), LBG Sicilia (Ragusa), Molino Filippini (Lecco), Nutravant (Bari), O.R.T.O. Verde (Ancona), OP COPLA (Latina), Ponte Reale (Caserta), Surgital (Ravenna) e Urbani Tartufi (Perugia). Premio speciale per la Biotesoro (Matera) e la Boselli Nullo e Marcello (Parma).

"Durante la pandemia, le imprese dell’agroalimentare si sono dimostrate forti e resilienti, riuscendo a resistere e crescere allo stesso tempo", commenta Veronica Barbati, presidente Coldiretti Giovani Impresa. Da quest’anno Coldiretti apporta a ‘Imprese Vincenti’ la propria esperienza per sviluppare percorsi di competitività e sostenibilità delle aziende che operano nell’agribusiness. Settore "che non si è mai fermato – afferma la Barbati – e che nell’ultimo anno ha visto crescere dell’8% le imprese create da giovani Under 35, con fatturati superiori di quasi sei punti percentuali rispetto alla media".

Nel 2020 il sistema agroalimentare italiano ha generato un valore aggiunto di 64 miliardi e ha occupato oltre 1,4 milioni di persone. Il valore dei prodotti agroalimentari nei mercati finali al consumo ha un’incidenza sul PIL pari all’11%. Le sfide per il futuro si chiamano digitalizzazione, sostenibilità, circolarità, biologico, efficienza delle filiere. "L’agricoltura – spiega la Barbati – dovrà essere sempre più capace di produrre cibo in maniera molto più sostenibile. Per questo occorrono investimenti importanti in digitalizzazione e nuove tecnologie".

Intesa Sanpaolo ha costituito la Direzione Agribusiness – che conta 80mila clienti e 13 miliardi di euro di impieghi – "proprio cogliendo la dimensione strategica di questo settore – afferma Barrese –, accompagnando gli operatori delle filiere agroalimentari e zootecniche in tutte le fasi del loro sviluppo". Soprattutto per i progetti imprenditoriali "attenti ai criteri della sostenibilità e della circular economy, in pieno allineamento con le indicazioni del PNRR".