Omicidio di Monte Compatri, fermato un 24enne per la morte di Alexandru Ivan: “Ho organizzato l’incontro ma non ho sparato”. Ricercato il cugino

Il ragazzo dell’Est Europa si è costituito presentandosi con due avvocati: era a bordo dell’auto dell’agguato ma nella deposizione ha sostenuto di non aver sparato. Venerdì notte ha avuto contatti telefonici con il patrigno del 13enne

Roma, 15 gennaio 2024 – Si è costituito il 24enne originario dell’Est Europa, gravemente indiziato dell’omicidio di  Alexandru Ivan. Il giovane si è presentato alla caserma di Frascati ieri sera, accompagnato dai due avvocati di fiducia: dopo l’interrogatorio, la procura di Velletri ha emesso il decreto di fermo. Secondo le prime indiscrezioni, il 24enne sarebbe indagato per omicidio e porto abusivo di armi. Stamattina è stato portato in carcere a Velletri in attesa della convalida del fermo.

Sono quattro le persone al centro dell’indagine: oltre al 24enne fermato, c’è un altro uomo ancora ricercato – sarebbe la persona con cui il patrigno del 13enne ha litigato nel bar, anche lui dell’Est europeo – e altre due persone sospettate, di cui non si conoscono ancora le generalità. 

Dopo la deposizione fatta dal 24enne, c’è un altro ricercato per concorso nell'omicidio di Alexandru Ivan. Si tratta di un parente, il cugino del giovane fermato che si è difeso ammettendo di aver organizzato l'incontro chiamando il compagno della madre del 13enne, ma ha sostenuto di non aver premuto il grilletto. Su questo sono in corso accertamenti dei carabinieri.

Fiori e lumini sul luogo dell'omicidio di Alexandru Ivan
Fiori e lumini sul luogo dell'omicidio di Alexandru Ivan

La ricostruzione dell’omicidio

Nelle 48 ore successive all’omicidio, le indagini hanno ricostruito i fatti attraverso le immagini delle telecamere, l’ascolto di una ventina di persone e le analisi tecniche effettuate dalla scientifica sul posto. Poco prima dell’omicidio c’è stata una lite all’interno di un bar, tra il 29enne romeno – il compagno della mamma di Alexandru – e un ragazzo originario dell’Est. Nelle ore successive ci sono stati diversi contatti telefonici tra il patrigno e il 24enne fermato, che però sembra non fosse presente all’interno del bar. Per gli investigatori, il 24enne si trovava sull'auto da cui sono stati esplosi i colpi assieme ad altri tre uomini – uno di questi, che aveva partecipato anche alla lite all'interno del bar, è già identificato – è ricercato sin dai momenti successivi all'omicidio.

Il sindaco: “Fermato il presunto autore dell’omicidio”

“Accogliamo con soddisfazione i recenti sviluppi delle indagini successive alla morte del 14enne

Alexandru Ivan avvenuta venerdì notte. Il sindaco e la struttura comunale hanno collaborato e sono a disposizione delle autorità che lavorano al caso per fare piena luce sull'accaduto, mettendo sin da subito a disposizione le riprese effettuate dal sistema di videosorveglianza comunale”. Lo dice il primo cittadino di Monte Compatri, Francesco Ferri.

“I nostri più sentiti complimenti all'Arma dei carabinieri, dunque, per il complesso lavoro di indagine che ha portato al fermo di pg del presunto autore dell'omicidio”, aggiunge il primo cittadino.

“Ci stringiamo al dolore della famiglia di questa giovane vita spezzata”, scrive su X il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Il fermo del 24enne

Un ragazzo di 24 anni è stato fermato nella notte per l’omicidio del 13enne romeno Alexandru Ivan, ucciso venerdì notte nel parcheggio della metro C Pantano. Il giovane è sospettato di essere stato a bordo dell’auto dalla quale sono partiti gli spari: prima alcuni colpi in aria, poi la pistola puntata contro il gruppo di romeni che erano con il minorenne.

Nelle ultime ore l’attenzione dei carabinieri si era concentrata sulle tre persone a bordo della vettura e stanotte il primo fermo. Non è escluso che sia stato proprio il 24enne a sparare il colpo mortale, ma a confermarlo saranno a breve gli inquirenti. A trovarlo sono stati i militari del gruppo di Frascati.

Regolamento di conti?

Tre i punti chiave dell’indagine, elementi che farebbero ipotizzare un regolamento di conti tra gruppi rivali. Alle 23 la lite in un bar sulla Casilina, a circa un chilometro e mezzo di distanza dal luogo del delitto. Il 13enne era andato nel locale col patrigno per acquistare degli alcolici per una festicciola in casa e lì sarebbe iniziata la lite con dei nomadi. Parole grosse, spintoni e poi gli uomini sono passati alle mani.

La telefonata: “Dobbiamo chiarire”

Una volta tornato a casa, il patrigno di Alexandru – Tiberiu, il nuovo compagno della madre del 13enne, che quella notte ha assistito all’uccisione del figlio – sarebbe stato raggiunto da una telefonata (dice il nonno) o un messaggio su Messanger, come invece sostiene Tiberiu, per chiarire la lite.

Fatto sta che alle 3 di notte la famiglia di Alexandru si presenta all’appuntamento. Sono in sette: ci anche sono alcuni amici, il patrigno, il nonno e la mamma del ragazzino ucciso. Uno di loro ha una mazza da baseball nascosta dietro la schiena, come testimoniano le telecamere.

L'agguato mortale

Mentre il gruppo è nel parcheggio, un’auto arriva sulla via Casilina. A separare i due punti ci sono solo sterpaglie. La vettura rallenta e da finestrino abbassato partono dei colpi di pistola. Forse quattro, dice un vicino di casa della vittima. Prima in aria, poi contro il gruppo. Ed è in quel momento che un proiettile colpisce al petto Alexandru Ivan, morto sul colpo. Non aveva ancora 14 anni.