Ragazzo ucciso a Roma, 3 ricercati per l’omicidio del 13enne Alexandru Ivan. Lo zio: “Una trappola, ammazzato per uno sguardo”

É successo stanotte a Monte Compatri, periferia sud della Capitale. L’aggressione ripresa dalle telecamere: uno dei 7 uomini aveva una mazza da baseball. Un furgone si è avvicinato al piazzale della metro e qualcuno ha sparato. Il ragazzino era col compagno della madre, lo zio: “La droga non c’entra nulla”. Giovedì summit in prefettura

Roma, 13 gennaio 2024 – Si stringe il cerchio attorno ai sospettati per l’omicidio del 13enne Alexandru Ivan, ragazzo romeno ucciso la notte scorsa a Monte Compatri, alle porte di Roma. Sono tre le persone identificate a cui gli inquirenti stanno dando la caccia. Tutto è iniziato con una lite tra giovani in un bar del posto. Tre ore dopo il gruppo si è spostato nel piazzale della metro, a un chilometro di distanza, ed è avvenuto l’agguato. Un furgone si è avvicinato al parcheggio, qualcuno ha sparato dei colpi di pistola dal finestrino e ha ucciso l’adolescente. E proprio a bordo del furgone c’erano i tre sospettati che si cerca in queste ore di rintracciare.

“È stata una trappola. Sono passati e hanno sparato all'impazzata. L'obiettivo era spaventare, era un avvertimento”, racconta lo zio di Alexandru, Ionut. "La droga non c'entra niente, tutto è partito da uno sguardo. Alexandru era un bravo ragazzo”. 

“Hanno sparato parecchi colpi: prima in aria e poi contro di loro”, aggiunge lo zio parlando fuori dalla sua casa in zona Finocchio, alla periferia di Roma. Le telecamere comunali avrebbero ripreso la scena: uno degli uomini aveva una mazza da baseball nascosta dietro la schiena. Al vaglio anche i video girati nel bar. Quando è morto, Ivan era insieme al compagno della madre

L’omicidio ha “sconvolto la comunità”, ha sottolineato Francesco Ferri, sindaco della cittadina a sud della Capitale. 

Il 13enne Alexandru Ivan, ucciso nel parcheggio della metro C di Monte Compatri a Roma
Il 13enne Alexandru Ivan, ucciso nel parcheggio della metro C di Monte Compatri a Roma

Chi ha sparato? “Tutti sanno chi sono: devono pagare”

“Alexandru è stato ucciso per uno sguardo. Gli hanno fatto una trappola. Una macchina li ha bloccati. La prima volta hanno sparato in aria, poi hanno sparato a vanvera e hanno colpito lui. Non c'entrava niente. Era un bambino. Non si può morire per un motivo del genere. Vogliamo giustizia. Questi erano tutti ubriachi. Tutti sanno chi sono: devono pagare”. A ricostruire l’omicidio di Alexandru Ivan è lo zio Ionut.

“Era al bar con il patrigno e c'era questo gruppo di zingari. La droga non c'entra niente. Tutto è partito da uno sguardo. 'Che c... ti guardi', hanno detto. Noi siamo gente che non si fa mettere i piedi in testa e abbiamo risposto. Era finito lì, ma loro ci hanno fatto una trappola poco dopo". È il racconto di Ionut, fratello del compagno della madre del 13enne romeno ucciso con diversi colpi di pistola a Monte Compatri, vicino a Roma “Era un bravo ragazzo, frequentava il centro di aggregazione, dove ci sono gli educatori”.

Chi era Ivan Alexandru: “Andava a scuola e giocava a calcio”

“È morto senza un motivo. Gli hanno tolto la vita per niente”. A dirlo, tra le lacrime, è Ionut Alexandru, lo zio di Ivan. “Andava a scuola e giocava a calcio – dice lo zio – non andava per strada, non era in mezzo alla droga. Mio fratello è il compagno della madre, per lui era come un figlio. Stava con lui stanotte perché voleva andare a dormire da un altro zio”.

“Era un ragazzo bravo, non stava in mezzo alla strada, in mezzo agli spacciatori, in mezzo alla droga. Lui non c'entrava niente con questo. Quindi perché queste persone che stanno in mezzo a quessta vita hanno fatto questo? Per comandare?”. A parlare è uno zio del 14enne di origini romene ucciso nella notte a colpi di pistola a Monte Compatri, nel parcheggio della metro C Pantano, alle porte di Roma.

Sette uomini ripresi delle telecamere

Una parte dell’aggressione mortale sarebbe stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza installate dal Comune nel piazzale della metro C Pantano. Nelle immagini si vedrebbero le 7 persone, molte delle quali interne al gruppo della vittima. Una di queste sarebbe stata in possesso di una mazza da baseball nascosta dietro la schiena. Non si vedrebbero invece le pistole. E questo perché l’angolo dove sono stati esplosi i colpi – partiti dall’interno di un’auto – non sarebbe invece coperto dalle telecamere. Tre invece sarebbero le persone identificate a bordo del furgone. È a loro che gli inquirenti stanno dando la caccia.

Era col compagno della madre

Una lite tra bande per motivi legati alla droga. Sarebbe questa la pista seguita dagli investigatori che indagano sull'omicidio di Alexandru Ivan. Dalle indagini iniziano a emergere particolari inquietanti. Quando è stato freddato, il 14enne si trovava in compagnia del compagno della madre e altri connazionali. 

Il gruppo – composto da 5 o 6 romeni – avrebbe avuto un litigio fuori da un bar con un altri  connazionali, probabilmente nomadi, e ci sarebbero stati alcuni schiaffi e spintoni. I romeni si sono spostati nel piazzale della metro Pantano, dove è arrivata un'auto da cui sono stati esplosi i colpi. La macchina si è poi allontanata. Non si esclude che quegli spari volessero essere un avvertimento

Le ipotesi degli investigatori 

Sarebbero almeno due i colpi di pistola esplosi durante la lite tra bande avvenuta questa notte e degenerata nell'uccisione di un 13enne alle porte di Roma. È quanto ipotizzano gli investigatori, mentre un vicino di casa parla di ben quattro colpi

Da una prima ricostruzione, sembrerebbe che i due gruppi si siano prima incontrati in un bar in zona Borghesiana, alla periferia di Roma. Poi si sono visti nuovamente nel piazzale della metro Pantano, a Monte Compatri. Al vaglio eventuali registrazioni delle telecamere di videosorveglianza. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Frascati.

I carabinieri di Frascati stanno sentendo in queste ore gli amici che erano con lui e hanno chiamati i soccorsi. Secondo quanto si apprende, i giovani sarebbero dei connazionali maggiorenni, qualcuno con precedenti alle spalle anche per stupefacenti. Sequestrati anche i filmati delle telecamere della zona. 

Giovedì vertice in prefettura                                  

Giovedì ci sarà un vertice in prefettura sull’omicidio del 14enne romeno. A chiederlo è stato Il sindaco di Monte Compatri, Francesco Ferri, segno che la criminalità sta mordendo il freno. “Il delitto avvenuto stanotte è un fatto che lascia sgomenta la nostra comunità – commenta il primo cittadino Francesco Ferri – e impone delle riflessioni, perché non si può morire in un modo così violento e tragico a 13 anni”.

L’appello del sindaco 

“La struttura comunale si è messa immediatamente a disposizione degli inquirenti per dare pieno supporto alle indagini in corso, fornendo anche le riprese effettuate dal circuito di videosorveglianza comunale”, aggiunge il sindaco del Comune alle porte di Roma, Francesco Ferri. “Auspichiamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto. In queste ore sono a stretto contatto con il Prefetto – continua – a cui ho chiesto una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Tutte le istituzioni hanno il dovere di confrontarsi per far sì che quest'area diventi un importante snodo viario così come è stata concepita”.

Cosa è successo

Alcuni colpi di arma da fuoco hanno spezzato la vita di un ragazzo rumeno di 13 anni nel parcheggio della fermata metro Pantano, a Monte Compatri, alle porte di Roma. L'allarme è scattato intorno alle 3. Sul posto il 118, i carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati e il pm di Velletri. Inutili i soccorsi per il ragazzo romeno. Si indaga per far luce sull'accaduto: una delle piste è una lite tra due gruppi. 

Il vicino di casa: “Gli hanno sparato quattro volte”

"La sua famiglia vive qui da due anni. Ho saputo che gli hanno sparato quattro volte, non si può morire così, è una cosa allucinante. Lo vedevamo qui ogni tanto. Sempre ciao, ciao, ma niente di più. Da vicini siamo sconvolti", racconta un vicino di casa del 13enne. L'uomo, come tanti altri vicini, sarebbe stato svegliato nel cuore della notte dalle urla di dolore della mamma. Il minorenne viveva su via Casilina, a poca distanza dal luogo in cui è stato freddato.

D’Amato: “Bande e droga, periferia sempre più Suburra”

“L'omicidio del giovane 13enne alla periferia di Roma lascia pietrificati, è un fatto di inaudita gravità. La giovane età, le ipotesi di bande e droga assomigliano sempre di più alla Suburra televisiva. La realtà supera la fiction. Il tema sicurezza è diventato sempre di più una priorità per la Capitale e per la sua area metropolitana”. Lo ha dichiarato il consigliere della Regione Lazio e responsabile Welfare di Azione, Alessio D'Amato.  

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