16 apr 2022

Casa Raffaella Carrà, l'appello di Arcigay: "Stop alla vendita, deve diventare un museo"

Dopo l’appello lanciato dalla scrittore Jonathan Bazzi, scende in campo anche la comunità LGBT+. Francesco Angeli: "Dobbiamo portare avanti la sua memoria"

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Raffaella Carrà

Roma, 16 aprile 2022 – Una casa museo per Raffaella Carrà. Sta nascendo un movimento di opinione per fermare la vendita della casa romana dell’artista scomparsa lo scorso luglio, una casa di 500 metri quadrati, con piscina e arredi iconici, nel cuore della Capitale. Dopo l’appello lanciato dalla scrittore Jonathan Bazzi, scende in campo anche l’Arcigay di Roma.

“Ci uniamo all'appello dello scrittore Jonathan Bazzi affinché la casa diventi un museo dedicato alla grande artista e icona della comunità LGBT+ (lesbiche, gay bisex e trans)”, spiega Francesco Angeli, presidente di Arcigay Roma. “Chiediamo che la villa sia acquistata dallo Stato, attraverso gli enti locali, la Regione o il Ministero dei Beni Culturali, e trasformato in un museo che possa portare avanti la memoria di Raffaella Carrà”, conclude Angeli.

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La casa della diva

L’appartamento occupa l’intero piano di un condominio di lusso a Roma, composto da tre ingressi indipendenti più diverse terrazze, una piscina e una palestra, perfino una sala trucco. Una zona giorno con cinque stanze vani e tre bagni, una zona notte con nove camere da letto e altrettanti bagni. Ampi spazi color pastello, molto luminosi e finestre panoramiche sulle bellezze romane. Misterioso il prezzo dell'immobile di lusso, messo in vendita dagli eredi dell’artista scomparsa, la trattativa è privata.

 

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