Roma, 29 luglio 2020 - Dopo la seduta al Senato di ieri (157 voti a favore, 125 contrari e 3 astenuti), anche la Camera oggi ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza che proroga lo stato di emergenza sulla crisi Coronavirus fino al 15 ottobre. Il documento è stato approvato con 286 voti a favore, 221 contrari e 5 astenuti. All'inizio della seduta è stato il presidente del Consiglio, Giuspepe Conte a prendere la parola ribadendo i concetti già espressi al Senato per giustificare la proroga. Mentre erano in corso i lavori alla Camera, il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, durante la cerimonia del ventaglio a Palazzo Madama, non ha lesinato dure critiche al rapporto governo-parlamento durante il lockdown. In tarda serata il Consigklio dei ministri ha deciso la proproga dello stato diemergenza appunto fino al 15 ottobre.

Coronavirus Italia, il bollettino di oggi, 29 luglio

Conte a Montecitorio

A Montecitorio il premier ha esordito così: "Ritengo doveroso condividere con il Parlamento" la decisione della proroga dello stato di emergenza la cui necessità "guardando anche parte del dibattito al Senato sembra sfuggire". Conte ha proseguito: "Forse ci sfugge ma dal 2014 ad oggi sono state adottate 154 dichiarazioni di stato di emergenza e 84 sono state le delibere di proroga. Dobbiamo guardare l'interesse della comunità e scacciare via la tentazione di fare polemica". E ha sottolineato: "La risoluzione approvata ieri al Senato propone come data il 15 ottobre. Preannuncio che il governo, qualora venisse confermata qui alla Camera, si atterrà a questa indicazione temporale". Conte ha ribadito che senza la mancata proroga comporterebbe "un arresto del sistema di protezione costruito in questi mesi difficili".

 "Ricordo - ha derto Conte - che la dichiarazione dello stato di emergenza, ma questa cosa a quanto sentito da una parte degli interventi ieri in Senato purtroppo sembra ancora sfuggire, è  prevista dal Codice di protezione civile".

"La proroga, se si epura la discussione da posizioni ideologiche, è una scelta inevitabile, per certi aspetti obbligata, fondata su valutazioni squisitamente tecniche. Non sto dicendo ovviamente che è preclusa una valutazione politica, anzi oggi vi viene richiesta, ma voglio dire che il governo sta operando questa valutazione sulla base di mere istanze organizzative, operative, non certo perché si vuole fare un uso strumentale per atteggiamento liberticida, reprimere il dissenso o ridurre la popolazione in uno stato di soggezione. Sono affermazioni gravi che non hanno
nessuna corrispondenza nella realtà".

Conte poi ha fatto riferimento all'immagine dell'Italia all'estero: "La dichiarazione di proroga dello stato di emergenza non lede la nostra immagine all'estero, anzi: l'Italia viene vista come un paese sicuro. Anche il dibattito parlamentare dovrebbe attenersi a profili giuridici e tecnici senza drammatizzare perchè questa drammatizzazione potrebbe creare nocumento all'immagine dell'Italia all'estero".

"Se non si condivide la necessità di prorogare l'emertgenza lo si dica in modo franco al governo ma non si faccia confusione sulla popolazione, perché oggi sui social c'è qualche cittadino convinto che prorogare lo stato d'emergenza significhi rinnovare il lockdown dal primo agosto. Non è affatto così". E ha rassicurato: "Manteniamo un cauto livello di guardia, non intendiamo introdurre misure restrittive".

Casellati

Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, è intervenuta durmente su uno degli strumenti pricniapli si questi mesi di emergenza: i Dpcm criticando il governo: "Una questione di metodo democratico su cui pesa, certamente, l'avere gestito tutte le fasi dell'emergenza con un ricorso esagerato a Dpcm, emanati senza preventiva e dovuta consultazione con un voto del Parlamento". Lo ha detto, Casellati, durante la cerimonia del ventagio a Palazzo Madama. Casellati poi ha sottolineato: "Abbiamo bisogno di mettere soldi in tasca agli italiani. Abbiamo bisogno di lavoro, lavoro, lavoro, non di misure assistenziali o di legislazioni dell'emergenza".palazzo Madama poi ha tuonato: "Non è immaginabile che su un provvedimento di circa 300 articoli come il 'decreto-rilancio', che è sostanzialmente una manovra di bilancio, il Senato non abbia toccato palla". E ancoraa proprito del rapporto governo-paelamento ha detto: "Nel confronto governo-Parlamento in tempo di coronavirus «grava, soprattutto, avere sostanzialmente privato una delle due Camere della possibilità di incidere realmente sui principali decreti-legge, anche di natura economica, e su cui grava il ricorso troppo frequente al voto di fiducia come strumento ordinario per la loro approvazione. Così viene meno la democrazia parlamentare".

Lamorgese

A favore della proproga delo stato di emergenza si è espressa anche la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese: "era necessaria" anche per la necessità di  "reperire le navi" per la sorveglianza sanitaria dei migranti,  "per non gravare sulle comunità".