Roma, 21 dicembre 2017 - Matteo Renzi blinda Maria Elena Boschi, finita nell'occhio del ciclone dopo le audizioni in commissione Banche che chiariscono l'interessamento dell'ex ministro nelle vicende di Banca Etruria. Quelle di Padoan e Visco e,, in particolare l'ultima di Ghizzoni hanno scatenato un fuoco di fila delle opposizioni che chiedono alla Boschi di farsi da parte. Ma il malumore è palpabile anche nel Pd. Non pervenuti in materia sono Franceschini e Minniti mentre Cuperlo è pronto a chiedere formalmente un passo indietro e gli orlandiani premono per una Direzione straordinaria.

Ghizzoni: "Boschi mi chiese di valutare l'acquisizione di Banca Etruria, ma no pressioni"

Renzi (e i renziani) fanno quadrato. "Dimissioni? E' una discussione che non esiste", tuona Renzi a Tgcom24. "Un politico si fa giudicare dai cittadini quindi saranno le elezioni a giudicare se qualsiasi politico, non solo Boschi, debba tornare in Parlamento". 

In un'intervista alla Stampa la sottosegretaria ha parlato di "caccia alla donna", confermando di volersi ricandidare alle prossime elezioni 2018. "Condivido", la sostiene il segretario Pd che attacca: "Pensiamo davvero che tutta la questione bancaria italiana sia su incontri peraltro legittimi?". E ancora: "Vorrei che la campagna elettorale fosse sui contenuti". Tra Renzi e la Boschi non c'è bisogno di alcun chiarimento formale. "Naturalmente ci siamo sentiti ma non l'ho vista".  E un faccia a faccia "non è previsto". 

Ghizzoni-Boschi, ecco la mail di Carrai

Chiamato in causa sulla mail di Marco Carrai a Federico Ghizzoni (l'imprenditore vicino all'ex premier "sollecita" il manager Unicredit  una risposta sull'acquisizione di Banca Etruria), Renzi giura: "Non ne sapevo assolutamente niente". Carrai, fioretino e amico di Renzi, del resto ha già "scagionato" il segretario, sostenendo che si stava interessando per conto di un cliente: il governo Renzi non c'entra. 

Ghizzoni-Boschi, cosa scrive De Bortoli nel suo libro