Roberto Fico sul palco di Italia 5 Stelle (Lapresse)
Roberto Fico sul palco di Italia 5 Stelle (Lapresse)

Roma, 21 ottobre 2018 - Una giornata vissuta nell’attesa di capire se "Luigi" aveva "vinto o perso" nello scontro con Salvini sul condono. Ma soprattutto una giornata vissuta pericolosamente. Polemiche dai toni gentili, ma fermi, tra il vicepremier Luigi Di Maio e Roberto Fico, presidente di Montecitorio, ma soprattutto "anima di sinistra" del Movimento. Militanti arrivati da tutto il Paese (meno delle precedenti edizioni) a fianco dei neo parlamentari M5S in maglietta gialla (con su la scritta su ‘il tuo parlamentare ti ascolta’) e messi dai big grillini nel catino bollente del Circo Massimo romano per dare ancora il senso di un Movimento 5 stelle "tra la gente, per la gente".

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"Una bella emozione" per il presidente della Camera, Roberto Fico. Che aggiunge, a mo’ di monito: "Tutte le voci devono avere un grande rispetto e noi oggi non ci dobbiamo mai dimenticare chi eravamo ieri; questo è uno dei punti fondamentali perché spesso si arriva nei Palazzi e ci si accomoda". E poi la puntualizzazione: "Il nostro governo nasce su un contratto, non su un’alleanza, perché l’alleanza la fai su un patrimonio che condividi. Noi ci muoviamo sul filo di questo contratto, cerchiamo di operare su quel contratto. Ci sono problemi, cose che piacciono e cose che piacciono meno". Infine, l’affondo-avvertimento: "Non è che alle elezioni ci sarà un’alleanza con la Lega: la nostra identità deve rimanere". 

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Non la manda a dire, nella replica, Di Maio: "Con Roberto abbiamo difficoltà a incontrarci perché corriamo sempre. Ma quando ci incontriamo qui vediamo che siamo tutti brava gente. Qui nessuno si è montato la testa". Nostalgico un Di Battista (Alessandro) in collegamento: "Qualche volta mi mangio le mani, dicendo ‘ma che hai fatto?’. Potevo fare il ministro, però la verità è che sto bene, sto davvero bene".

E ancora: "I panni sporchi si lavano in casa? Non è detto: io voglio essere informato. Luigi ha dimostrato da quale parte sta, dalla parte dell’onestà intellettuale. Vedere che c’è qualcuno che si incazza perché c’è qualcosa che non va? Ma viva la faccia!". La "gente", si diceva. Ieri alla quinta edizione di ‘Italia 5 stelle’, ce n’era poca (loro dicono 30mila presenze). "Gente" che si è spostata sotto il palco rotondo dove si è palesato ‘Giggino’. Per raccontare una vittoria grillina che prosegue "dal governo, ma riempie ancora le piazze"; che "tiene alti i valori di Movimento" e difende "il principio di onestà che abbiamo gridato tante volte nelle piazze". "Stasera – ha aggiunto il vicepremier – posso dirvi che nel Decreto fiscale non ci sarà alcun condono e scudo fiscale". Si temevano contestazioni, specie dai pugliesi delusi da un Movimento che aveva promesso il blocco della Tap, che invece non ci sarà, ma forse si vedranno oggi quando sul palco salirà Grillo. 

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A protestare, però, c’era un personaggio importante, Vittorio Di Battista, padre di Alessandro, con al collo un cartello ‘No Tav, no Tap, No Benetton’. Sotto i padiglioni del Circo un Davide Casaleggio sorpreso solo a parlare di Rousseau, ma vicino a due bancomat, "per donare al Movimento, iscrivendosi, anche solo con un sms". E poi un solitario senatore Nicola Morra, tra i più critici verso Di Maio, poco in vena di commenti. Fischiato (per poco) l’intervento di Virginia Raggi, sindaca di Roma.