Roma, 30 dicembre 2020 - Si è aperta con un minuto di silenzio dedicato alle vittime del Covid la tradizionale conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Un incontro con la stampa su cui aleggia la crisi di governo innescata da Italia Viva, con Matteo Renzi che oggi in Senato ha spiegato che il suo partito voterà la manovra "per lealtà istituzionale" ma che con "l'immobilismo è la fine della legislatura". "Il governo non vede disperdere il suo patrimonio di credibilità", ha detto Conte spiegando che occorre "accelerare" la cosidetta verifica di maggioranza, così da affrontare poi il Recovery Plan: "Non va tutto bene, dobbiamo correre". Poi sottolinea:  "Vorrei andare in Consiglio dei Ministri già dopo i primi giorni di gennaio, vorrei subito partire con il confronto con tutte le parti sociali e dare la possibilità al Parlamento di dare un contributo ulteriore. Questo ci permetterà di arrivare in tempo, al momento i tempi sono febbraio".

Conte: "Nel 2021 riprendiamoci le nostre vite"

La crisi di governo

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Conte ha parlato anche ovviamente delle fibrillazioni all'interno della maggioranza. "Il governo deve avere un patrimonio di fiducia e credibilità e per rafforzare questa fiducia, per non disperdere la credibilità, bisogna agire in modo trasparente, confrontarsi in modo franco. Nel nostro sistema il passaggio parlamentare è fondamentale. Finché ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari, franchi, dove tutti i cittadini potranno partecipare e i
protagonisti si assumeranno le rispettive responsabilità". E ancora: "Gli ultimatum non sono ammissibili. Io sono per il dialogo". Peraltro Italia Viva minaccia costantemente di togliere l'appoggio al Conte bis. "Se verrà meno fiducia di un partito vado in parlamento, ma non voglio pensare a scenario del genere". Conte poi sottolinea: "Io sono il capitano, difendo la squadra di governo". Rimpasto? "Se il problema verrà posto lo affronteremo". Due vicepremier? "Se verrà posto il problema lo affronteremo. Peraltro nello scorso governo abbiamo avuto questo schema con scarso sucesso".

I servizi segreti

Uno dei tempi posti sul tappeto da Matteo Renzi è la delega ai servizi segreti. Conte è chiaro: "La lgge attribuisce responsabilità al premier. Che si avvalga o meno delle deleghe".

Il vaccino

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Netto il premier sulla campagna di vaccinazione: "Il vaccino? Lo farei subito. Ma aspetterò il mio turno". Sul piano adottato dall'Italia spiega: "L'Italia ha fatto una scelta di grande prova democratica: il ministro Speranza è andato in Parlamento che ha approvato il 2 dicembre il piano vaccini anche con le categorie di priorità partendo da operatori socio sanitari e residenti e personale delle Rsa". Ma quando avremo i primi risultati positivi nella lotta al Cocvid? "Non prima di aprile. Quando si raggiungeranno i 10milioni/15milioni di cittadini. Potremo avere un primo impatto in primavera inoltrata". Conte esclude anche che si possa arrivare a rendere obbligatorio il vaccino anti Covid: "Lo escludiamo". Poi Conte anticipa che è in corso una valutazione se consentire una maggiore mobilità ai vaccinati: "Faremo queste valutazioni se del caso: ci sono varie proposte e tra queste anche su chi, dopo essere stato vaccinato, abbia una abilitazione di maggiore mobilità".

Il vaccino e la Germania

Conte poi ha risposto a una domanda sul perché la Germania si è assicurata molte più dosi di vaccino: "Perché l'Italia non si è assicurata dosi di vaccini come la Germania? Italia, Francia, Germania e Olanda sono stati i primi paesi che in modo sintonico si sono mossi per l'alleanza per i vaccini, dopo aver già preso contatti con le ditte. Abbiamo consegnato la palla ala commissione Ue. È stata una scelta politica. L'Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi contrattualmente negoziate sono centinaia di milioni. E poi L'Italia non l'ha fatto perché all'articolo 7 del contratto della commissione europea c'è il divieto di approvvigionarsi a livello bilaterale".

La ripresa della scuola

"Auspico che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata mista almeno al 50% in presenza, nel segno della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno col 50%". Secondo il prenier "il trasporto è il punto più critico. Bisognerebbe quintuplicare la flotta".

Lo stato di emergenza

"Prorogheremo lo stato di emergenza fin quando sarà necessario per mantenere i presidi per gestire l'emergenza".

Il Mes

Altro aegomento caldo è il Mes: "A un tavolo di maggioranza si può discutere di tutto, fermo restando che parlando di Mes, l’ho già detto, sarà il Parlamento a dover decidere se attivarlo o meno".