Roma, 30 dicembre 2020 - Gli italiani vaccinati contro il Coronavirus ad oggi sono 9.803, lo ha reso noto il commissario straordinario, Domenico Arcuri. Questo il numero di chi ha ricevuto le dosi giunte il 27 dicembre nel 'Vaccine Day'. Si tratta di oltre il 100% delle 9.750 dosi distribuite, fa sapere Arcuri: "In quanto, in alcune regioni, si è cominciata a somministrare anche la sesta dose per ogni fiala". 

Confermate anche le consegne dei vaccini, nella nota si legge: "Oggi sono stati inoltre consegnati, nei punti di somministrazione individuati dal Commissario Straordinario in accordo con le Regioni, 359.775 dosi di vaccino Pfizer. La consegna delle altre 110.175 dosi continuerà domani fino ad arrivare al totale di 469.950 dosi previsto per questa settimana".

Infine si apprende che da domani sul sito di Palazzo Chigi del commissario straordinario per l'emergenza Covid (www.governo.it/it/cscovid19), sarà possibile consultare un report aggiornato in tempo reale sul numero degli italiani che progressivamente saranno vaccinati. 

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Il vaccino Pfizer in Italia

Nel frattempo, sono arrivati alle 4 della notte scorsa i nove aerei con cui la Pfizer ha trasportato in Italia i vaccini. I velivoli sono atterrati in nove scali in diversi punti del territorio italiano ed è già cominciata la distribuzione ai punti di somministrazione. E' quanto si apprende dagli uffici del commissario straordinario all'emergenza Coronavirus Domenico Arcuri. Delle circa 470mila dosi previste è già arrivato il 75%, mentre la distribuzione del restante 25% continuerà domani. D'ora in poi entra a regime la distribuzione settimanale, che prevede l'arrivo di circa 470mila dosi a settimana da qui a marzo, per un totale di 8,7 milioni di dosi.

I primi risultati della campagna vaccinale ci saranno "quando saranno vaccinate circa 10/15 milioni di persone", ha detto Giuseppe Conte alla conferenza di fine anno. E, quindi, "non prima di aprile - ha concluso il premier -, in primavera potremo avere i primi risultato significativi". 

GB approva il vaccino Astrazeneca

Via libera nel Regno Unito al vaccino Oxford - AstraZeneca. L'ok è arrivato dall'Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari, come riferiscono i media locali. È il secondo vaccino ad essere approvato nell'isola, dopo quello della Pfizer, e la campagna di vaccinazione inizierà la prossima settimana, il 4 gennaio. Lo ha annunciato il ministro della salute britannico Matt Hancock, che ha definito l'approvazione del vaccino una "notizia fantastica". Ed ha aggiunto: "Possiamo uscire da questa situazione entro la primavera".

La Bbc rileva che l'approvazione del vaccino Oxford-AstraZeneca costituisce un importante punto di svolta e porterà a una massiccia espansione della campagna di immunizzazione del Regno Unito, dove sono state già ordinate 100 milioni di dosi, sufficienti per vaccinare 50 milioni di persone. Il farmaco di AstraZeneca è stato progettato nei primi mesi del 2020, testato sul primo volontario ad aprile e da allora è stato sottoposto a studi clinici su larga scala che hanno coinvolto migliaia di persone. A differenza del farmaco della Pfizer-BioNTech, il farmaco Oxford-AstraZeneca è più facile da conservare perché non necessità di temperature sotto i 70 gradi. Proprio ieri l'Ema, l'agenzia europea del farmaco, aveva stimato che fosse "improbabile" l'approvazione del vaccino AstraZeneca in Europa a gennaio

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Polemiche in Francia: troppo lenti

Mentre in Francia infuria la polemica sulla lentezza della campagna di vaccinazioni contro il Covid. Attacchi da parte di alcuni politici e medici verso il governo che fanno notare come dal Vax day europeo, in Germania sono già state vaccinate 78 mila persone, in Italia oltre 9800 e in Francia meno di 200. Olivier Véran, ministro della Salute francese, tuttavia difende la strategia di Parigi e invita a non confondere "velocità e precipitazione". Véran ha insistito sul fatto che "questo è il momento delle spiegazioni, il momento della pedagogia, raccogliamo il consenso delle persone prima che vengano vaccinate. Si tratta di costruire la fiducia". Mentre la Germania, ha spiegato ha adottato un altro metodo istituendo dei "grandi vaccinodromi", che possono essere più veloci, ma questa strategia in Francia contro l'influenza A/H1n1 nel 2009-2010 "non funzionò". E ha concluso alla fine "ciò che conta è che da qui a gennaio avremo recuperato il ritardo rispetto a tutti".