Roma, 31 gennaio 2021 - Secondo giorno di consultazioni del mandato esplorativo che il capo dello Stato ha affidato al presidente della Camera. Roberto Fico ha incontrato gli Europeisti-Maie-Cd ("Conte è la persona giusta"), poi Autonomie e gruppo misto, nelle componenti che fanno riferimento alla maggioranza. "Dagli incontri di ieri e oggi - ha detto Fico - è emersa da parte delle forze politiche la disponibilità comune a procedere in un confronto su temi e punti programmatici per raggiungere una sintesi. Per questo ho promosso l'avvio di questo confronto nella mattinata di domani qui a Montecitorio".

L'appuntamento è per le 9.30. Non ci saranno i leader dei partiti. Al tavolo di lavoro, a quando si apprende, per Italia Viva parteciperanno i capigruppo alla Camera, Maria Elena Boschi, e al Senato, Davide Faraone. Non ci sarà quindi Matteo Renzi. In base a quanto si apprende da fonti renziane, Iv non parlerà di nomi per la carica di premier. I nodi da sciogliere riguardano mes e recovery, oltre e temi di economia e giustizia

Ieri M5S, Pd e Leu hanno 'blindato' il nome del premier uscente, mentre Renzi ha chiesto un documento scritto sul programma: meglio un 'governo politico', ha detto il leader di Iv, che ripete: l'ipotesi voto in caso di fallimento è solo 'uno spauracchio'. Secondo il Pd Conte è l'unica soluzione: il dem Bettini insiste su questo punto. E in caso di no da Iv le ipotesi sono due: o si trovano parlamentari disponibili o si arriva a un governo elettorale per votare a giugno, perché "i governi istituzionali sono impraticabili e dannosi".

Pressing di Di Maio intanto: "È stato scelto il momento peggiore per aprire una crisi di governo che sta bloccando il Paese - scrive il ministro su Facebook -. In questi momenti serve un esecutivo forte, mentre noi agli occhi del mondo sembriamo deboli. Quindi o ci mettiamo in testa che dobbiamo ripartire in fretta con un nuovo governo puntando a sfruttare al meglio i 209 miliardi del recovery oppure le future generazioni piangeranno le follie di una politica che invece di pensare ai problemi degli italiani, litigava per le poltrone".

E Confidustria avverte: "Per il bene del Paese alcune persone devono restare e faccio riferimento al ministro dell'Economia", ha detto il numero uno dell'organizzazione, Carlo Bonomi, parlando della crisi di governo a In mezz'ora in più su Raitre. "Quel che portiamo a casa con il Recovery Fund è merito del ministro Gualtieri", ha aggiunto.

Nencini: non sarà un governo balneare

Anche il socialista Nencini dice sì a un governo politico e non balneare. "La delegazione socialista ha sottolineato tre punti - spiega Nencini dopo l'incontro con Fico - che sia un governo di natura politica, formato sulla maggioranza preesistente allargata a chi vorrà condividere il programma che verrà steso. Stiamo ragionando di un governo da oggi a fine legislatura". Lo E sottolinea: "Potrebbe essere necessario un programma preciso, puntiglioso e nulla vieta che possa essere condiviso e scritto".

De Petris: programma non separabile da Conte

"Abbiamo indicato al presidente Fico il nome del presidente Conte come unica guida possibile del prossimo governo. L'indicazione di Conte non è separabile dai contenuti programmatici", ha detto la presidente del gruppo Misto del Senato, Loredena De Petris di Leu, al termine delle consultazioni. Per De Petris Conte "rappresenta un punto di equilibrio strategico" anche per dare "continuità" all'azione del governo uscente.

Mariarosaria Rossi: bisogno di continuità

"Abbiamo ribadito la nostra disponibilità a sostenere un governo politico che però non può prescindere da Giuseppe Conte, abbiamo bisogno di continuità", ha spiegato a Sky Tg24 la senatrice del gruppo Europeisti-Maie-Cd, Maria Rosaria Rossi, nella delegazione ricevuta oggi dal presidente Roberto Fico nell'ambito delle consultazioni in corso a Montecitorio.

Causin: sì a Conte ter

"La nostra delegazione ha ribadito stamattina al presidente della Camera Roberto Fico l'esigenza di ricostituire subito un'azione di governo politico, efficace e di qualità, attorno al presidente Conte per affrontare le priorità che tutta l' Italia richiede - sottolinea in una nota il senatore Andrea Causin, ex Fi e ora tra i promotori del neo gruppo di responsabili Europeisti - E' necessario un accordo programmatico con una prospettiva di legislatura al 2023, augurandoci che da questo percorso nasca un governo più forte e più incisivo rispetto al Conte Bis ripartendo dalla credibilità europea del presidente Conte". 
E avverte: "La priorità è sconfiggere l'emergenza sanitaria con un eccezionale piano vaccinale ma, allo stesso tempo è urgente lavorare sul piano del Recovery Fund coinvolgendo tutte le forze che rappresentano in Italia le associazioni sociali e sindacali, industriali ed artigianali, commerciali ed agricole, le Regioni, Città Metropolitane e sindaci, per impiegare al meglio le risorse necessarie a far ripartire l'Italia".

Merlo: rafforzeremo la maggioranza

"Noi stiamo lavorando già su un programma, sulle questioni che riguardano la pandemia e la crisi economica. Sicuramente ci saranno altre occasioni per incontrare il presidente" della Camera "ma sarà lui a informare". dice Ricardo Antonio Merlo, capogruppo degli "Europeisti - Maie - Centro Democratico" del Senato. "Il nostro gruppo, nato all'insegna di un forte europeismo rafforzerà questa maggioranza", assicura anche Ricardo Antonio Merlo, capogruppo degli "Europeisti - Maie - Centro Democratico" del Senato.

Autonomie: impegno per la montagna

"Un incontro positivo, nel quale abbiamo ribadito l'importanza di un governo europeista e, in questo quadro, la nostra disponibilità per un Conte Ter. Speriamo davvero che a sostenerlo ci siano tutte le forze che l'hanno fatto finora, con un programma condiviso di fine legislatura", ha dichiarato la Presidente del Gruppo per le Autonomie Julia Unterberger al termine dell'incontro con Fico, cui hanno preso parte anche i senatori Albert Lanièce e Gianclaudio Bressa. "In questo programma noi auspichiamo un impegno strutturale per la montagna che si rifletta già nel recovery plan, con un consolidamento delle risorse e delle misure - prosegue Unterberger - Sempre nel recovery bisogna dare più spazio ai progetti presentati dalle province autonome e dalle regioni che, a differenza di alcune grandi opere nazionali, non presentano rischi sulla loro cantierabilità".